il nuovo libro “Oasis: Trying to Find a Way Out of Nowhere” di Jill Furmanovsky riporta alla vita la leggenda del Britpop
Cosa succede quando una delle più grandi fotografe della musica incontra una delle band più iconiche di sempre? Nasce un libro che non è solo una raccolta di immagini, ma un vero viaggio dentro l’anima di una generazione. È appena uscito “Oasis: Trying to Find a Way Out of Nowhere 1994-2009/2025”, pubblicato da Rizzoli, con la prefazione di Noel Gallagher e oltre 500 scatti firmati da Jill Furmanovsky.
Gli anni d’oro degli Oasis visti da vicino
Dai primi concerti nei piccoli club inglesi fino ai grandi stadi, dalle tensioni familiari tra Liam e Noel alle risate nei backstage: ogni immagine è una porta spalancata sugli anni in cui gli Oasis hanno cambiato la storia della musica britannica.
Furmanovsky li ha seguiti ovunque, dai set dei videoclip ai tour americani, senza mai invadere la loro intimità. «Non volevo foto patinate – racconta – volevo che il lettore sentisse il sudore, la polvere, le emozioni che hanno reso questa band una leggenda».
Dietro le lenti: la fiducia dei Gallagher

Non era facile entrare nel mondo dei fratelli Gallagher senza “farsi mandare a quel paese” e lo abbiamo visto anche in passato con le controversie fotografiche dei concerti degli Oasis. Jill ci è riuscita con discrezione e rispetto: niente feste sfrenate, solo una tazza di tè e la voglia di raccontare. Forse è stato proprio questo atteggiamento a conquistarli, insieme a un curriculum che parlava da solo: dai Pink Floyd ai Sex Pistols, da Joy Division a Amy Winehouse.
Gli scatti che hanno fatto la storia
Nel libro ci sono momenti diventati simbolo:
- Maine Road, Manchester 1996: due concerti nello stadio del City, a casa loro, con Noel incredulo davanti alla folla.
- Parigi, 1995: i litigi tra Liam e Noel immortalati senza filtri.
- Pub londinesi del 1997: risate, biliardo e freccette, foto imperfette ma autentiche.
Immagini che raccontano non solo una band, ma un’epoca intera.
Oltre gli Oasis: mezzo secolo di musica

Con questo volume, Furmanovsky aggiunge un tassello prezioso alla sua carriera. Ha fotografato Miles Davis, David Gilmour, Nick Mason, Amy Winehouse e molti altri, diventando una delle testimoni più autorevoli della musica degli ultimi cinquant’anni. Con un solo rimpianto: «Non aver fotografato abbastanza David Bowie e **Nina Simone».
E guarda già avanti: il suo sogno è ritrarre Billie Eilish, una delle nuove icone globali.
Un libro che parla anche al presente
“Oasis: Trying to Find a Way Out of Nowhere” non è nostalgia: è un ponte tra passato e presente. Sfogliarlo significa riscoprire cosa voleva dire vivere un concerto negli anni ’90, quando il Britpop era più di un genere musicale: era un modo di essere.
E oggi, nell’epoca dei social e degli smartphone, la domanda è inevitabile: riusciremo ancora a raccontare la musica con la stessa intensità con cui Jill Furmanovsky ha saputo farlo attraverso le sue immagini?
