Macrofotografia di Alberto Ghizzi Panizza
La macrofotografia e la fotografia a distanza ravvicinata hanno sempre catturato la mia attenzione, fin dai tempi in cui scattavo con la pellicola. La capacità di osservare oggetti inanimati e creature viventi in modi altrimenti inaccessibili all’occhio nudo non solo è affascinante, ma apre nuove e stimolanti prospettive.
Nell’era della pellicola, impegnarsi nella macrofotografia richiedeva sforzi considerevoli e una solida preparazione, sia pratica che teorica. Superare alcune limitazioni risultava a volte difficile, se non impossibile, nonostante la dedizione.
Una delle principali sfide era la limitata, talvolta quasi inesistente, profondità di campo quando si aumentava l’ingrandimento. Le tecniche moderne come il focus stacking, che coinvolge la cattura di più scatti con la stessa inquadratura ma con diverse profondità di campo, erano inapplicabili alle foto su pellicola. Tentare di ampliare la quantità di piani nitidi chiudendo il diaframma comportava la perdita di nitidezza a causa degli effetti negativi della diffrazione.

Inoltre, la messa a fuoco precisa attraverso il mirino ottico non era sempre agevole. L’introduzione della tecnologia live view e la possibilità di ingrandire il punto di messa a fuoco sono stati cambiamenti epocali. Nell’esplorare il territorio dell’ultra-macro, superando il rapporto di riproduzione di 1:1, le sfide diventavano ancora più complesse.
Macrofotografia di Panizza

Il manuale di Alberto Ghizzi Panizza sulla macrofotografia è stato particolarmente affascinante per me, e ci sono due motivi principali che mi spingono a raccomandarlo.
Innanzitutto, le immagini contenute nel manuale sono spettacolari, un aspetto che risulta fin troppo ovvio ma che non può passare inosservato.
Inoltre, l’autore si è dimostrato estremamente attuale a livello di estetica delle immagini, tecniche e attrezzature. Per esempio, nel testo vengono presentati scatti realizzati con il kit di Laowa per microfotografia (10x-50x), un prodotto che, al momento della stesura del manuale, non era ancora disponibile sul mercato. Ghizzi Panizza aveva la possibilità di testare questo kit in quanto brand Ambassador. In un campo così tecnicamente avanzato come la macrofotografia, è cruciale essere informati sulle attrezzature disponibili e sulle alternative offerte. Questo consente di trovare ciò che meglio si adatta alle proprie esigenze e al proprio budget, oltre a rimanere aggiornati sulle ultime tecnologie che teoricamente dovrebbero offrire maggiore flessibilità ed efficienza rispetto alle precedenti. Un esempio di questa evoluzione è la disponibilità di obiettivi macro che nativamente raggiungono un rapporto di riproduzione di 2:1 senza l’uso di accessori e senza compromettere la messa a fuoco a infinito.
Adatto a chi?
Il testo è concepito per essere accessibile a un pubblico diversificato, grazie anche a un approccio pratico che ne facilita la comprensione, rendendolo adatto a chiunque, indipendentemente dal proprio livello di preparazione. Se siete completamente neofiti nel campo della macrofotografia, potreste aver bisogno di ulteriori approfondimenti. Questa necessità è normale, considerando la vastità degli argomenti trattati, e l’autore non avrebbe potuto approfondire tutto partendo dalle basi. Tuttavia, in rete è possibile reperire molte informazioni per colmare eventuali lacune.

Il manuale è consigliato anche a chi ha già esperienza nel campo, poiché offre nuove tecniche e suggerimenti per migliorare gli scatti. Personalmente, ho scoperto nuove tecniche, come il Refocusing, leggendo un’intervista all’autore.
Sebbene la tecnica e la strumentazione siano elementi cruciali nelle spiegazioni, altrettanta importanza è data alle considerazioni sui soggetti, sull’ambientazione e sulla composizione. Il manuale fornisce consigli su quando e come fotografare determinati soggetti, indicando le condizioni ottimali per immortalare altri. Le foto di backstage sono utili per comprendere il setup impiegato nella realizzazione di alcune immagini.
