Yashica FX-D: Le nuove fotocamere digitali retrò con leva di avanzamento pellicola (ma senza pellicola)
Mentre l’attenzione del mondo fotografico si è concentrata sul lancio della Fujifilm X100VI e della sua leva di avanzamento pellicola “decorativa”, in sordina è riemerso un altro marchio storico con una proposta molto simile: Yashica. Dopo il debutto della FX-D 100, arrivano ora anche due modelli gemelli: la FX-D 300 e la FX-D S300, fotocamere digitali compatte dall’estetica vintage e finanziate tramite Kickstarter.
Questa nuova generazione di Yashica digitali richiama il design della reflex a pellicola Yashica FX-7 Super, ma con tecnologie (e limiti) tutti moderni. Un’operazione che cerca di unire nostalgia analogica e accessibilità digitale, ma che solleva anche qualche interrogativo, soprattutto tra i fotografi più esperti.
Design retrò, ma cuore da smartphone

Tutti e tre i modelli condividono un design marcatamente vintage, con linee ispirate alle reflex classiche e una leva di avanzamento pellicola che, pur non avendo funzione pratica, richiama l’esperienza fotografica analogica. Tuttavia, sotto il cofano, troviamo sensori molto piccoli, paragonabili a quelli utilizzati nei moderni smartphone – ma privi delle sofisticate elaborazioni computazionali che migliorano le foto nei telefoni.
- FX-D 100: modello base con obiettivo zoom ottico
- FX-D 300 e FX-D S300: lenti fisse e ghiera per zoom digitale, con mirino elettronico solo sulla S300
Tutte e tre montano un display posteriore pieghevole, offrendo così una fruizione più moderna, a differenza della controversa Yashica Y35 del 2017, che costringeva a inserire moduli “pellicola” fisici per simulare lo stile analogico.
Simulazioni pellicola integrate: un omaggio agli anni d’oro

Una delle funzionalità più interessanti di questa linea è l’inclusione di sei modalità di simulazione pellicola, accessibili direttamente dalla fotocamera, senza dover ricorrere a moduli esterni:
- Rubino anni ’60
- Zaffiro anni ’70
- Yashica 400
- Anni ’80 d’oro
- Mono 400
- Bianco e Nero 400
Queste simulazioni cercano di emulare lo stile delle pellicole classiche, strizzando l’occhio ai nostalgici dell’estetica analogica, ma con la comodità di un workflow completamente digitale. L’azienda ha inoltre dichiarato che sta lavorando per abilitare il salvataggio dei file Raw almeno sui modelli 300.
Un progetto nato su Kickstarter, tra entusiasmi e scetticismo

Le nuove Yashica FX-D sono il secondo tentativo di rilancio del brand storico dopo il chiacchierato esperimento della Yashica Y35, anch’essa finanziata via Kickstarter nel 2017, con oltre un milione di dollari raccolti ma critiche feroci al prodotto finale.
Le FX-D 300 e S300 utilizzano lo stesso sensore da 50 MP della futura “City 300”, anch’essa legata a Kickstarter. Tuttavia, le prime recensioni informali sollevano dubbi, soprattutto in merito alla qualità dell’ottica: ad esempio, la FX-D 100 sembra condividere l’obiettivo del poco convincente modello City 100, che non aveva brillato per resa.
Il marchio Yashica oggi: tra operazione nostalgia e business orientale
È interessante notare che oggi il marchio Yashica è controllato da JNC Datum Tech, una società con sede a Hong Kong appartenente al gruppo MF Jebsen. Il nome è stato riutilizzato su diversi prodotti, inclusi accessori per pellicola in collaborazione con I’m Back – un altro progetto Kickstarter dedicato alla fotografia ibrida analogico-digitale.
Una situazione diversa da quella di Kodak, i cui diritti sono ancora in mano agli eredi della storica Eastman Kodak Company e gestiti con maggior rigore.
Le nuove Yashica FX-D non sono fotocamere pensate per i professionisti né per i puristi dell’immagine, ma rappresentano una proposta curiosa per chi ama il look vintage, cerca una fotocamera da viaggio leggera o vuole semplicemente un dispositivo che riporti un po’ di poesia nell’atto di scattare.
La domanda ora è: quanto conta davvero l’esperienza fotografica rispetto alla qualità dell’immagine? E una fotocamera digitale con leva finta e simulazioni pellicola può davvero farci rivivere l’emozione dell’analogico?
Facci sapere nei commenti cosa ne pensi di questa operazione Yashica 2.0: nostalgia ben riuscita o semplice marketing retrò?
