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Steve McCurry: “La fotografia è uno stile di vita” – Il Maestro del colore torna a emozionare il pubblico italiano

Steve McCurry è tornato a parlare al pubblico italiano con tutta la forza delle sue immagini e delle sue parole. Sul palco del Teatro Accademia di Conegliano, il leggendario fotografo americano ha incantato una platea gremita di appassionati con un incontro dal titolo emblematico: “La fotografia è uno stile di vita”.

Dopo il successo della mostra Icons nel 2022 a Palazzo Sarcinelli, la città veneta ha nuovamente ospitato uno degli autori più riconoscibili della fotografia contemporanea, grazie all’impegno dell’associazione Inquadra e al sostegno di numerosi partner locali.

McCurry: lo sguardo del mondo attraverso il colore

Noto per capolavori immortali come il ritratto della “Ragazza afgana”, Steve McCurry ha raccontato il proprio percorso con naturalezza e passione. Dai primi passi nel cinema agli anni trascorsi tra India, Afghanistan, Africa e Centro America, la sua carriera è stata guidata da un solo obiettivo: raccontare l’animo umano attraverso le immagini.

Durante la serata, moderata dal fotografo Eolo Perfido, McCurry ha ripercorso i momenti salienti della sua evoluzione come artista visivo. “All’inizio volevo lavorare nel cinema, ma poi ho scoperto la fotografia e mi sono innamorato della possibilità di raccontare storie in un solo scatto”, ha detto.

La filosofia fotografica di McCurry: ritmo, armonia, significato

“Ogni foto deve avere un ritmo visivo. Deve esserci armonia, ma anche un senso di mistero che lasci spazio all’immaginazione”, ha spiegato. McCurry ha sottolineato quanto sia importante lasciare che l’immagine parli da sé, senza forzature, perché l’interpretazione più potente è sempre quella dell’osservatore.

Secondo lui, il successo nella fotografia non nasce dal talento isolato, ma da una miscela di disciplina, dedizione e capacità di reinventarsi. “Ho vissuto fallimenti, rifiuti, delusioni. Ma se vuoi vivere di fotografia, devi provarci ogni giorno, in ogni modo”.

Fotogiornalismo e nuove tecnologie: tra realtà e futuro

Con oltre 25 anni nel fotogiornalismo alle spalle, McCurry ha affrontato il tema dei profondi cambiamenti del settore. “Oggi ci sono meno possibilità economiche per chi lavora con le riviste. È diventato tutto più freddo. Io ora cerco progetti che mi emozionino”.

Non è mancato un accenno all’impatto dell’intelligenza artificiale e alla transizione dall’analogico al digitale: “Non ho nostalgia della pellicola. La tecnologia ha cambiato tutto, ma la vera sfida resta sempre la stessa: trovare uno sguardo autentico”.

I progetti futuri e l’amore per l’Italia

“Sono affascinato dai luoghi spirituali e sto lavorando a un nuovo libro fotografico su questo tema. Nei miei archivi ho quasi un milione di scatti da cui attingere”. McCurry ha anche ammesso la sua grande passione per l’Italia: “Amo la cucina, l’arte, l’architettura. Forse un giorno potrei trovare un posto dove vivere qui per qualche mese all’anno”.

Un messaggio per chi ama la fotografia

La fotografia non è un lavoro come gli altri. È una scelta di vita. Ci vuole pazienza, forza d’animo e sensibilità. Non ci sono scorciatoie”. Con questo messaggio diretto e ispirante, Steve McCurry ha salutato il pubblico, confermandosi ancora una volta non solo un grande fotografo, ma un vero maestro di visione.

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