Stefano Manuele Fotografo

Stefano Manuele: Il fotografo che trasforma emozioni in arte

Nel cuore di Roma, nel vivace quartiere Monteverde, opera Stefano Manuele, un fotografo professionista con oltre vent’anni di esperienza nel settore dei matrimoni. Nato a Roma 51 anni fa, Stefano ha fondato nel 2006 lo studio “Fotomonteverde”, diventando rapidamente un punto di riferimento per chi desidera catturare i momenti più preziosi e le emozioni autentiche del giorno più importante della propria vita.

La passione di Stefano per la fotografia nasce fin dalla tenera età, ispirata dal primo sguardo attraverso il mirino della fotocamera di suo padre. A soli sei anni, quel momento ha aperto per lui un mondo fantastico, alimentando una curiosità insaziabile che lo ha portato ad approfondire tecnicamente l’arte fotografica attraverso studi autodidatti e una dedizione instancabile. Questa passione lo ha guidato attraverso sfide e difficoltà, trasformandolo in un professionista paziente, lungimirante e determinato.

Specializzato nella fotografia di matrimonio, Stefano ha trovato la sua vera vocazione nell’osservare e immortalare le emozioni delle persone. Ogni matrimonio per lui è una storia unica, un mosaico di personaggi e luoghi che si intrecciano per creare immagini indimenticabili. La sua capacità di fermare il tempo e restituire ai suoi clienti ricordi tangibili che riscaldano il cuore è ciò che lo distingue nel panorama della fotografia moderna.

Attraverso lo studio Fotomonteverde, Stefano continua a innovare e a perfezionare la sua tecnica, mantenendo sempre viva la scintilla della passione che lo ha spinto a intraprendere questa straordinaria carriera. La sua dedizione e il suo amore per la fotografia lo rendono un professionista amato e rispettato, capace di trasformare ogni scatto in un’opera d’arte che racconta storie di amore, gioia e vita.

Chi sei? Presentati ai lettori di Fotografia Moderna!

Ciao mi chiamo Stefano, sono nato a Roma 51 anni fa, fotografo di professione, e specializzato nel settore dei matrimoni. Nel 2006 ho fondato la mia attività a Roma, nel quartiere Monteverde: lo studio “Fotomonteverde”.

Quando è iniziata la passione per la fotografia?

Non potrò mai dimenticare la prima volta che accostai l’occhio al mirino della fotocamera di mio padre; avevo si e no 6 anni. Si è aperto un mondo nuovo e fantastico: era come osservare dal buco di una serratura. Giravo per casa osservando da quel mirino; era un gioco. Volevo “catturare” tutto quello che attirava la mia attenzione, e lo facevo mentalmente (niente pellicola nella macchina!). Era una bellissima fotocamera Contax a telemetro, e montava un obiettivo Zeiss 50mm f1,2. Ricordo che mio padre scattava a lume di candela; faceva le “magie” con la sola luce naturale che entrava in quell’ottica “stratosferica”. Crescendo, dopo aver imparato a leggere e scrivere, dovevo necessariamente sapere come utilizzare lo strumento. In quegli anni la sola cosa che avevo a disposizione erano i libri (ti pare poco?!). Ricordo che cominciai dall’enciclopedia. Trovata la descrizione di “fotocamera”, si è aperto un mondo: tempi, diaframmi, distanza di messa fuoco, e chi più ne ha più ne metta. Studiati tutti i termini e messi in pratica, iniziai, con le paghette settimanali, ad acquistare libri sulla tecnica fotografica e sulla luce; e dallo storico “Tuttilibri” sulla via Appia, poco distante da casa mia, si trovava il mondo. Ero assetato ed appassionato; ed è stata proprio la “passione” il “motore”. Inutile girarci intorno: bisogna essere “appassionati!”. Messa così sembrerebbe tutta una “favola”, ma la strada è stata assai lunga e tortuosa. Le difficoltà e il buio più totale non sono mancati, ma ahimè, sono imprescindibili quando si parla di vita. Dobbiamo solo capire come affrontarli e superarli. Grazie alla passione ho superato tutto, ed ho approfondito la tecnica fotografica, mentre diventavo sempre più paziente, lungimirante, fiducioso, audace, caparbio; la passione mi ha insegnato a non mollare mai! Ho sperimentato diversi generi fotografici, ma la scintilla è scoccata nel momento esatto in cui ho potuto osservare le emozioni delle persone; potevo fermarle, goderne, e restituirle ai legittimi proprietari, con la consapevolezza che ogni volta che osserveranno quelle fotografie, si accenderà qualcosa nella loro mente, ma soprattutto nel loro “cuore”.  Entrare nel settore dei matrimoni era l’unica strada per me. Non ho perso tempo scoraggiandomi davanti le numerose difficoltà,  totalmente sbriciolate dalla forza della “motivazione”. Studio, pratica e ricerca continue sono fondamentali per un appassionato o un’appassionata; la mia vita è da anni impregnata di questi ingredienti. Ci vivo immerso, e invece di stancarmi ci sguazzo, proprio come quel bambino che osserva per la prima volta dal mirino di una fotocamera. E poi diciamocelo: ogni matrimonio è una cosa “fichissima”;  è una storia a sé. Personaggi e luoghi cambiano sempre, ed è sempre una novità da osservare, gustare e fotografare.

Foto Stefano Manuele 1

Quanto è difficile per un fotografo entrare nel settore dei matrimoni? Pensi sia una nicchia ristretta o abbastanza accessibile? Consiglieresti ad un neo fotografo di seguire la fotografia di matrimoni?

Quello dei matrimoni è un settore vivo e vegeto, in continua evoluzione, e fonte di ispirazione per molti artisti (non parlo solo del mio settore), aperto a tutti coloro che si sentono trascinati dalla passione, dalla ricerca continua, dall’impegno, dalla costanza, e chi più ne ha più ne metta. Mai scoraggiarsi davanti nulla e nessuno; se è questo ciò che si vuole, la strada sarà irrimediabilmente dettata dal proprio cuore. Pertanto abbiate fiducia e cominciate a camminare!

Il tuo lavoro più difficile?

Il lavoro più difficile per me è stato proprio il primo matrimonio. Non dormivo al solo pensiero. Oltre ad essere consapevole che avrei dovuto fare un bel lavoro per la coppia, dovevo tenere a bada tutte quelle emozioni dettate dal nemico numero uno: l’ansia. Sia chiaro: l’ansia nella giusta dose è provvidenziale, ma se eccessiva è una “bestiaccia”. Ricordo che quel giorno sudavo in continuazione; il problema non si sarebbe risolto nemmeno se avessi lavorato a -10 gradi celsius nelle regioni del nord Europa. Alla fine però, come si dice? Missione compiuta! Da quel giorno divenni inarrestabile.

Un episodio strano che ti è rimasto impresso in questi anni di lavoro?

Come canta il grande Claudio Baglioni: “Ho girato e rigirato”, e proprio a tal proposito mi torna alla mente un episodio unico e quasi irripetibile. Una coppia di sposi mi dedicò, durante i loro balli di nozze, una sua canzone: il brano era “fotografie”. Fantastico! Il rapporto di intimità e fiducia che si instaura con le coppie è fondamentale. Siamo noi fotografi che “scriveremo” con la “luce” le loro “emozioni” ed i loro “ricordi”. Quando si affidano totalmente alle nostre braccia, non avremo più ostacoli. Le persone vanno prima amate, accettate e rispettate, e solo dopo fotografate; sarà un successo sicuro ed inevitabile.

Foto Stefano Manuele 3

Come vedi la vita, a colori o in bianco e nero?

Sono 20 anni circa che opero nel settore, e se oggi dovessi dire com’è la mia vita, o come vedo la vita, beh… direi sicuramente a colori. Quei colori caldi che possiamo trovare nei dipinti di Caravaggio; colori che emergono dai suoi chiaroscuri “prepotenti”… perchè è così che è la mia “vita” ed è così che vedo la “vita”; un meraviglioso “dipinto” che alterna  “prepotentemente” le sue fasi.

Arrivati a questo punto ti ringrazio Alessio per avermi concesso questa intervista, e tutti voi che avete dedicato il vostro tempo prezioso per leggerla. Ringrazio mio padre per aver gettato il seme di questa passione dentro di me, ringrazio mia madre Angela, mia sorella Elisa, mia moglie Claudia, mia figlia Viola, Stefano, Rossella, Roberta, Antonio, le meravigliose nipotine Bianca e Agnese. Ringrazio Susanna, Davide e Marco collaboratori ed amici “fraterni” da sempre, tutte le persone care, tutte quelle coppie che si sono messe con fiducia nelle mie mani ed hanno lasciato le proprie orme nella mia vita; sono certo di aver fatto altrettanto con loro. Infine ringrazio Dio, per avermi da sempre amato ed accompagnato come un Padre. Senza di loro non sarei quello che sono diventato oggi.

Per scoprire i lavori di Stefano:

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