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Sony frena su False Color, Open Gate e RAW interno: cosa significa davvero per filmmaker e creator

Da anni registi e operatori chiedono a Sony funzioni “cine” di serie: False Color, Open Gate e registrazione RAW interna. In un recente video, lo YouTuber TheFilmGuy riferisce di una conversazione con un rappresentante Sony secondo cui questi strumenti sarebbero “raramente usati nella pratica”, quindi senza un reale valore aggiunto per i prossimi modelli. La posizione ha acceso il dibattito, specie mentre Canon, Blackmagic e Panasonic hanno già reso queste opzioni disponibili su varie linee, e mentre la gamma FX9/FX6 viene paragonata ai nuovi Canon C400 e C80.

Perché questi strumenti contano sul set

False Color
Mappa l’esposizione in valori IRE con codici colore: verde per l’incarnato “in range”, rosso per alte luci clip, blu per ombre troppo chiuse. Con profili Log o Cine EI, dove il monitor sembra piatto, è la soluzione più rapida per mantenere skin tone credibili e proteggere le luci.

Open Gate
Usa l’intera area del sensore per massima risoluzione e flessibilità in post: dal 2.39:1 cinematografico al 9:16 verticale senza cambiare ottiche o perdere angolo di campo. Un vantaggio enorme per chi consegna in multi-formato (cinema, TV, social).

RAW interno
Riduce la dipendenza da recorder esterni, semplifica il rigging e preserva latitudine e spazio colore per grading spinto, con file coerenti nei workflow professionali.

La risposta del mercato e le soluzioni pratiche

Chi lavora oggi con Sony A/FX può comunque colmare i vuoti con workflow collaudati:

  • False Color esterno: monitor/recorder SmallHD o Atomos forniscono False Color, waveform, vectorscope e LUT sul campo.
  • RAW via HDMI/SDI: molte Sony registrano ProRes RAW/BRAW su recorder esterno, mantenendo qualità elevata e strumenti esposimetrici avanzati.
  • Esposizione “ibrida”: zebre, istogramma, waveform in camera + LUT tecnico per valutare rapidamente gli skin tone.
  • Reframing smart: se manca l’Open Gate, si può pianificare con guide di safe area per i formati verticali e quadrati, girando in 4K/6K oversampling per conservare dettaglio nei ritagli.

Cosa aspettarsi

Il malumore della community potrebbe spingere Sony a rilanciare con una futura FX3 II o nuovi corpi “cine” che integrino False Color e formati sensore più flessibili. La domanda è concreta: chi produce contenuti ibridi ha bisogno di strumenti rapidi e affidabili in camera per ridurre tempi di set e di post.

Se lavori con ritratti video, wedding, documentario o commercial multipiattaforma, l’assenza di questi tool si traduce in minuti persi a ogni ciak. Se invece operi in narrativo con team strutturati, un monitor esterno con False Color e recorder RAW resta una soluzione efficace e replicabile.

Cosa ne pensi: False Color e Open Gate sono diventati indispensabili nel tuo flusso, o continui a preferire zebre e istogramma con LUT di monitoraggio? E la registrazione RAW interna è davvero un game changer per i tuoi progetti, o ti basta un recorder esterno ben integrato?

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