diares of home

Sally Mann e il sequestro delle sue foto: “Sta iniziando una nuova era di guerre culturali”

La celebre fotografa americana Sally Mann, nota per le sue immagini intime e controverse dell’infanzia e della famiglia, ha lanciato un duro monito: “Stiamo entrando in una nuova era di guerre culturali”. Le sue parole arrivano a pochi mesi dal sequestro, da parte della polizia, di alcune sue opere esposte al Modern Art Museum di Fort Worth, in Texas, dopo accuse legate alla presunta natura “oscena” delle immagini.

Il caso Fort Worth: arte o censura?

Nel gennaio 2025, quattro fotografie di Sally Mann sono state sequestrate dal museo texano su richiesta di alcuni gruppi conservatori, tra cui il Danbury Institute, che ha accusato il museo di esporre materiale che, secondo loro, costituiva pornografia infantile. Il caso ha suscitato forti polemiche negli ambienti artistici e culturali, culminando poi nel rigetto delle accuse da parte di un grand jury, che ha deciso di non procedere legalmente né contro l’artista né contro l’istituzione.

Le stampe sono state comunque rimosse anticipatamente dalla mostra “Diaries of Home” e successivamente restituite alla galleria rappresentante dell’artista.

La reazione di Sally Mann: “La censura si fa più sofisticata”

In una recente intervista a NPR, Mann ha definito l’esperienza “terribile” e “scioccante”, sottolineando come i nuovi strumenti digitali — in particolare i social media — stiano giocando un ruolo sempre più centrale nella diffusione di campagne di censura. Secondo l’artista, chi attacca l’arte oggi non necessariamente la comprende, ma riconosce il suo potere simbolico e culturale.

“L’idea che la nudità infantile innocente sia automaticamente sessualizzata sembra essere il vero innesco per queste reazioni. Eppure, Cristo è rappresentato nudo in innumerevoli opere d’arte storiche, e i putti urinano nelle fontane dei giardini italiani.”

Un effetto “paralizzante” per musei e artisti

Sally Mann ha espresso timore per le conseguenze di lungo termine di episodi come questo, parlando di un possibile effetto paralizzante su altre istituzioni culturali e creativi, che potrebbero decidere di autocensurarsi per evitare problemi legali o mediatici. In questo contesto, l’artista teme una progressiva erosione della libertà espressiva, proprio nel momento storico in cui l’arte avrebbe più bisogno di raccontare le complessità della società.

Il contesto politico: arte e narrativa storica nel mirino

L’intervento di Mann avviene in un contesto politico già fortemente polarizzato. Recentemente, l’amministrazione Trump ha emanato un ordine esecutivo per rimuovere dalle esposizioni pubbliche opere e fotografie considerate “ideologicamente corrosive”, tra cui immagini storiche della schiavitù americana, come la celebre foto di Gordon, noto come ‘The Scourged Back’, con le cicatrici sul dorso lasciate dalla frusta.

Un segnale, secondo molti critici, di una revisione culturale in atto, dove la memoria e l’arte rischiano di essere riscritte o eliminate in nome di un nuovo moralismo ideologico.

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