Ruth Orkin: la fotografa che ha trasformato la street photography in arte
Nata nel 1921 a Boston, Ruth Orkin crebbe nella Hollywood degli anni ’20, circondata dalla magia del cinema muto. Figlia di un’attrice, sviluppò fin da piccola una forte attrazione per l’immagine in movimento, elemento che influenzò profondamente la sua futura carriera di fotografa e regista.
A soli 10 anni, ricevette la sua prima macchina fotografica, una Univex da 39 centesimi, con cui iniziò a esplorare il mondo attraverso la lente. Il suo stile si affinò con il tempo, portandola a realizzare scatti iconici, tra cui il celebre ritratto di Albert Einstein sorridente, paesaggi urbani in bianco e nero e scene di strada permeate da una straordinaria poesia visiva.
Dal 19 settembre 2023 al 14 gennaio 2024, la Fondazione Henri Cartier-Bresson le ha dedicato una mostra retrospettiva, offrendo un’occasione unica per riscoprire la sua eredità artistica.
Il viaggio in bicicletta che cambiò la sua vita

Nel 1938, a soli 17 anni, Ruth Orkin intraprese un viaggio straordinario: con soli 25 dollari in tasca, attraversò gli Stati Uniti in bicicletta, da Los Angeles a New York.
Durante il tragitto, scattò circa 350 fotografie, documentando con uno stile narrativo innovativo la sua esperienza. Le immagini vennero arricchite da didascalie dettagliate, trasformando il suo diario di viaggio in un vero e proprio fotoromanzo fotografico.
Questo progetto segnò l’inizio del suo percorso nella fotografia documentaria, anticipando il suo approccio sperimentale nel mescolare fotografia e cinema.
Dalla fotografia di strada al fotogiornalismo

& reading the blackboard wall bulletins, on a newspaper office, Boston, 1939
© 2023 Ruth Orkin Photo Archive
Dopo il viaggio in bicicletta, Ruth Orkin si iscrisse al Los Angeles City College, dove studiò fotogiornalismo. Nel 1943, si trasferì definitivamente a New York, iniziando a lavorare come fotografa di locali notturni e realizzando ritratti di bambini e artisti.
Collaborò con importanti riviste come Life, Look e Ladies’ Home Journal, guadagnandosi una reputazione solida in un ambiente dominato dagli uomini.
New York e la street photography
Gli anni ’50 furono cruciali per la sua carriera: New York divenne la sua musa, ispirandola a catturare il dinamismo della città in scatti che ricordano l’opera di Vivian Maier.
Traffico frenetico, folle sui marciapiedi, negozi illuminati e vetrine sfarzose: la sua fotografia raccontava la vita quotidiana nella metropoli, privilegiando momenti spontanei e soggetti anonimi.
Tra le sue opere più celebri ci sono le immagini scattate dall’alto degli edifici di Central Park, raccolte nei libri “Through My Window” e “More Pictures from My Window”, in cui il suo sguardo cattura la vita urbana da una prospettiva unica.
L’incontro con la storia: “American Girl in Italy”
Nel 1951, durante un viaggio in Italia, Ruth Orkin incontrò Ninalee Craig, una giovane studentessa americana. Insieme, realizzarono la celebre fotografia “American Girl in Italy”, che divenne un’icona dell’emancipazione femminile.
L’immagine fa parte della serie “When You Travel Alone”, un reportage che promuoveva il diritto delle donne a viaggiare da sole, in un’epoca in cui ciò era ancora considerato insolito.
Questo scatto, pubblicato su Life Magazine, rappresenta un perfetto equilibrio tra street photography, reportage e narrativa visiva, unendo fotografia e cinema in un linguaggio innovativo.
Dalla fotografia al cinema: “Little Fugitive” e la Nouvelle Vague

Nel 1953, Ruth Orkin fece il grande salto nel mondo del cinema, co-dirigendo il film “Little Fugitive” con il marito Morris Engel.
Girato con uno stile quasi documentaristico, il film racconta le avventure di un bambino smarrito a Coney Island. La pellicola fu un successo straordinario, ricevendo una nomination all’Oscar e venendo riconosciuta da François Truffaut come una delle principali influenze della Nouvelle Vague.
Nel 1955, la coppia tornò a lavorare insieme su “Lovers and Lollipops”, un altro film che esplorava il mondo dell’infanzia con un occhio fotografico attento e delicato.
Un’eredità senza tempo nella fotografia moderna
Nel 1959, la Professional Photographers of America riconobbe Ruth Orkin come una delle 10 migliori fotografe del paese.
Fu anche una delle prime a sperimentare con la fotografia a colori, esplorando nuove tecniche e linguaggi visivi.
Nel 1974, la Nikon House le dedicò una grande retrospettiva, seguita da numerose mostre in Giappone e negli Stati Uniti.
Dal 1976, iniziò a insegnare fotografia in diverse istituzioni, condividendo la sua esperienza con nuove generazioni di fotografi.
Ruth Orkin si spense nel 1985 a New York, lasciando un’eredità straordinaria nel mondo della street photography, del fotogiornalismo e del cinema.
Se vuoi scoprire altri fotografi straordinari, visita la nostra pagina dedicata ai fotografi di tutto il mondo, con un elenco completo diviso per nazione e in ordine alfabetico. Potresti trovare nuove ispirazioni!
