Robert Mapplethorpe a Venezia: “Le forme del classico”, una mostra evento tra fotografia e bellezza eterna
Dal 10 aprile al 23 novembre 2025, Le Stanze della Fotografia di Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, accolgono Robert Mapplethorpe. Le forme del classico, una delle retrospettive più importanti dell’anno. Curata da Denis Curti e promossa da Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, la mostra presenta oltre 200 fotografie, alcune mai esposte in Italia.
Un percorso che inaugura una trilogia dedicata al maestro americano, punto di riferimento per l’intera fotografia contemporanea, esplorandone il rapporto con l’estetica classica, la sessualità, la scultura e l’identità.
L’eredità visiva di Mapplethorpe: tra perfezione formale e sensualità mitica
A trentatré anni dalla storica retrospettiva veneziana del 1992 curata da Germano Celant, Le forme del classico riporta a Venezia l’equilibrio visivo, la tensione plastica e la ricerca estetica che hanno reso Robert Mapplethorpe un’icona della fotografia d’autore.
In mostra, i suoi nudi maschili e femminili, i celebri ritratti di Patti Smith, Lisa Lyon, Andy Warhol, Susan Sontag, Keith Haring, e le affascinanti fotografie di fiori – vere nature morte contemporanee – dialogano con l’arte classica, in un confronto tra anatomia viva e marmorea, luce scolpita e desiderio eterno.
Come sottolinea Denis Curti, “Mapplethorpe scioglie la rigidità del marmo in carne viva, trasformando i corpi in icone sensuali e sacre allo stesso tempo”. La fotografia diventa ponte tra scultura e corpo reale, tra desiderio e composizione geometrica.
Oltre il mito: collage, autoritratti e sperimentazioni
La mostra veneziana non si limita ai capolavori più celebri, ma presenta anche i primi collage e ready-made di fine anni Sessanta, mai esposti prima, dove Mapplethorpe sperimenta con ritagli, disegni e oggetti per raccontare la propria ricerca identitaria.
Gli autoritratti diventano specchi della sua poetica visiva e personale: provocatori, androgini, intensi, rivelano il suo continuo interrogarsi sul corpo, sulla maschera, sull’essere artista e soggetto insieme.
Un progetto in tre atti: Venezia, Milano, Roma
La mostra veneziana rappresenta il primo capitolo della trilogia espositiva dedicata a Mapplethorpe. Seguiranno:
- Le forme del desiderio (Milano, Palazzo Reale, 2026)
- Le forme della bellezza (Roma, Museo dell’Ara Pacis, 2026)
Un progetto ambizioso che intende reinterpretare l’intera opera dell’artista in chiave tematica, offrendo tre visioni distinte ma complementari della sua poetica visiva.
Info utili per la visita
📍 Dove: Le Stanze della Fotografia – Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
📅 Date: 10 aprile – 23 novembre 2025
🕒 Orari: Tutti i giorni 11.00 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18:20) | Chiuso il mercoledì
🚤 Come arrivare: Vaporetto linea 2, fermata San Giorgio
🎟 Biglietti:
- Intero: €14
- Ridotto studenti, over 65, gruppi: €12
- Ridotto speciale residenti Venezia (martedì), universitari Ca’ Foscari e Iuav, CartaFRECCIA Trenitalia: da €4 a €9
- Famiglia: €28 (2 adulti + 2 under 14)
🎫 Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili e accompagnatori, guide turistiche, Cini Ambassador
🌐 Sito ufficiale
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Open Call per fotografi under 30
In parallelo alla mostra, è attiva una open call gratuita per fotografi e fotografe tra i 18 e i 30 anni, con scadenza 2 marzo 2025. Le nove opere finaliste saranno esposte durante il MIA Photo Fair 2025 a Milano e, in seguito, all’interno della mostra veneziana.
Per dettagli e regolamento: www.lestanzedellafotografia.it
un ponte tra antico e moderno attraverso lo sguardo di un fotografo iconico
Robert Mapplethorpe. Le forme del classico è una mostra che trasforma il corpo in arte, che parla di bellezza, identità, tensione estetica e desiderio, rileggendo la classicità con occhi contemporanei. Un’occasione unica per (ri)scoprire un autore capace di sfidare i tabù con eleganza e potenza.
E tu, cosa pensi del rapporto tra fotografia e scultura classica?
La perfezione formale può ancora parlare al nostro presente?
Scrivilo nei commenti: la fotografia oggi può ancora essere una forma di rivoluzione?
