Profoto e lo scivolone sull’IA: “Saltate lo shooting”. È rivolta tra i professionisti
C’è un confine sottile tra l’abbracciare il futuro e il tradire i propri clienti storici. Profoto, il gigante svedese dell’illuminazione professionale, sembra averlo attraversato a tutta velocità con una serie di post social che hanno scatenato un vero e proprio “terremoto” nella community dei fotografi.
Il post della discordia: “Solo chi capisce la luce…”

Tutto è iniziato con un messaggio che molti hanno interpretato come un insulto al mestiere: “Solo chi capisce la luce può rendere reali le immagini generate dall’IA”. Profoto ha presentato il lavoro della fotografa Ines Thomsen, dove la luce reale viene mescolata a sfondi generati dall’intelligenza artificiale, accompagnando il tutto con slogan del tipo “Salta lo shooting” (riferito alle trasferte costose).
La reazione? Un’ondata di indignazione senza precedenti. I fotografi, che per anni hanno investito migliaia di euro in flash e modificatori Profoto, si sono sentiti “buttati sotto un autobus”.
Un tempismo pessimo (e una risposta peggiore)
Siamo onesti: l’IA fa paura. Vedere una società di hardware che promuove un flusso di lavoro che, di fatto, elimina la necessità di location, scenografi e assistenti, è sembrato a molti un tradimento.
Ma la cosa peggiore è stata la gestione della crisi. Profoto ha tentato un “dietrofront” poco elegante, scrivendo: “Almeno abbiamo attirato la vostra attenzione sull’IA 😉”. Quell’occhiolino finale è stato benzina sul fuoco. In un momento in cui molti studi commerciali rischiano la chiusura, scherzare sulla “mancanza di abilità comunicative” è parso arrogante e fuori dalla realtà.
Il punto è questo: l’IA è uno strumento, certo. Ma se un’azienda che vende luci inizia a dire che la realtà è opzionale, sta scavando la fossa ai suoi stessi acquirenti. Senza fotografi che scattano in studio, a chi venderanno i loro prossimi flash?
“Ci avete tradito”: i commenti della community
Da Giulio Sciorio a Chelsea Kyle (che dichiara di aver sostenuto il brand per 15 anni), il coro è unanime: “Se i fotografi spariscono, sparirete anche voi”. C’è chi aveva pianificato di usare il rimborso delle tasse per un nuovo flash D30 e ora sta cercando “pascoli più verdi” presso la concorrenza.
Profoto sta ora cercando di correre ai ripari su Threads e Instagram, ripetendo come un mantra che “i veri fotografi e la vera luce rimangono le fondamenta”. Ma per molti, la fiducia è ormai compromessa.
E tu da che parte stai?
