Nano Banana photoshop

Photoshop apre le porte all’intelligenza artificiale esterna: arriva Nano Banana

Adobe rivoluziona l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei suoi software con una novità destinata a cambiare radicalmente il flusso di lavoro dei creativi: Photoshop supporterà ufficialmente modelli AI di terze parti. A partire dal 25 settembre, all’interno della versione Beta del programma, sarà possibile utilizzare modelli alternativi al motore Firefly, tra cui Gemini 2.5 di Google, noto con il nome in codice Nano Banana, e Flux di Black Forest Labs.

È la prima volta che Adobe consente la selezione di AI esterne all’interno di un’applicazione della suite Creative Cloud. Una mossa significativa, che porta in Photoshop la potenza di modelli già apprezzati nei chatbot, ma finora estranei agli strumenti professionali per la grafica e la fotografia.

Da chatbot a strumento di produzione: l’AI entra nel flusso di lavoro creativo

Nano Banana gemini

L’integrazione riguarda nello specifico la funzione Generative Fill, introdotta con successo nei mesi scorsi. Questa nuova versione consente all’utente non solo di generare immagini o modificare contenuti in modo automatico, ma di farlo scegliendo il motore AI più adatto al contesto.

Durante una dimostrazione tecnica, Adobe ha mostrato come Nano Banana sia in grado di elaborare immagini complesse partendo da prompt testuali, unendo ad esempio due immagini distinte – una batteria e una figura femminile – in una composizione unica in cui la donna appare realisticamente seduta dietro lo strumento musicale. Il tutto, direttamente su Photoshop, con l’AI che lavora in tempo reale nel contesto di un progetto multistrato.

Non si tratta più, quindi, di testare l’intelligenza artificiale in ambienti isolati come chatbot o app sperimentali: con questa novità, l’AI entra a far parte del workflow professionale.

Maschere, livelli e personalizzazione: più controllo creativo

L’aggiornamento non si limita all’aggiunta di nuovi modelli. La funzione Generative Fill continua a evolversi, offrendo un controllo sempre maggiore. L’utente può ora selezionare un’intera area o solo una porzione specifica dell’immagine, utilizzando pennelli o strumenti di selezione, per indicare all’AI dove agire. I contenuti generati vengono collocati in un nuovo livello separato, editabile o rimovibile in qualsiasi momento.

All’interno del pannello Proprietà del livello generato, è possibile anche cambiare modello AI, provando lo stesso prompt con Firefly, Nano Banana o Flux. I risultati precedenti vengono salvati, consentendo un confronto immediato tra le varie versioni.

Nessun abbonamento aggiuntivo, ma con alcune limitazioni

Per utilizzare i modelli AI di terze parti non è necessario sottoscrivere abbonamenti esterni a Gemini o Flux. Tuttavia, si tratta di una funzionalità Premium: sarà disponibile solo per chi possiede un piano Creative Cloud All Apps Pro o un abbonamento Firefly. Gli utenti con il solo piano Photoshop o con pacchetti limitati (es. Lightroom + Photoshop) dovranno attivare un abbonamento aggiuntivo a Firefly per mantenere l’accesso dopo la prova gratuita.

Durante il periodo di lancio, Adobe consente comunque a tutti gli utenti di testare la nuova funzionalità: fino a 100 generazioni gratuite per chi ha un piano standard e 500 al giorno per modello AI per gli utenti Pro.

Questione etica e commerciale: attenzione ai contenuti generati

C’è però un elemento importante da considerare. A differenza del modello Firefly, che è stato addestrato utilizzando esclusivamente contenuti Adobe, opere con licenza e materiale in pubblico dominio, i modelli esterni potrebbero fare affidamento su dataset meno trasparenti.

Adobe, infatti, non garantisce che i contenuti generati da modelli come Nano Banana o Flux siano utilizzabili a fini commerciali senza rischi. È responsabilità dell’utente verificare l’idoneità e la legalità dell’utilizzo dei contenuti, soprattutto per progetti professionali.

Flux, ad esempio, è stato impiegato anche da Grok, l’AI sviluppata per la piattaforma X (ex Twitter), nota per un approccio meno restrittivo, e non rivela nel dettaglio la provenienza del dataset, pur affermando di aver rimosso i contenuti NSFW. Google, dal canto suo, dichiara di utilizzare solo dati pubblicamente disponibili, ma anche in questo caso l’uso commerciale dei risultati resta una zona grigia.

Un cambiamento profondo nel modo di usare l’AI

Con l’introduzione del supporto ai modelli AI esterni, Adobe conferma la sua intenzione di rendere l’intelligenza artificiale parte integrante degli strumenti professionali, e non più una sperimentazione a margine.

L’aggiornamento, disponibile dal 25 settembre 2025 in Photoshop Beta, rappresenta un primo passo verso un ambiente di lavoro più flessibile, in cui l’utente può scegliere la tecnologia più adatta al proprio stile e alle proprie esigenze.

In un contesto in cui l’AI si sta rapidamente spostando da curiosità tecnica a strumento operativo, questa apertura di Adobe segna una svolta concreta per l’intera industria creativa.

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