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Il futuro di Pentax è incerto, ma Ricoh non ha alcuna intenzione di abbandonarla

Negli ultimi anni il marchio Pentax è sembrato quasi sparire dai radar. Tolte alcune eccezioni come la Pentax 17 a pellicola e la K-3 Mark III Monochrome, l’attività è stata minima e il silenzio ha alimentato più di un dubbio tra appassionati e professionisti. Eppure, secondo i vertici di Ricoh, Pentax non è affatto un progetto destinato a spegnersi.

In un’intervista rilasciata a PetaPixel, il presidente di Ricoh Yasutomo Mori e Kazunobu Saiki, General Manager della divisione Imaging, hanno ribadito con forza l’impegno dell’azienda verso Pentax, pur ammettendo che la situazione non è semplice.

La K-3 Mark III, ultimo vero modello digitale del brand, è stata presentata nel 2021. Un’era fa, se pensiamo alla velocità con cui evolve oggi il mercato fotografico. Saiki lo riconosce apertamente: Pentax è ferma da troppo tempo, ma qualcosa si sta muovendo dietro le quinte.

Ricoh ha deciso di unire i team che lavoravano separatamente su GR e Pentax, chiedendo loro di immaginare un nuovo concetto di fotocamera Pentax, restando però fedeli a un punto fermo: Pentax continuerà a essere un marchio DSLR. Niente mirrorless, niente compromessi. Il mirino ottico resta al centro di tutto.

Una scelta coraggiosa, quasi controcorrente, soprattutto oggi che le mirrorless dominano il mercato. Pentax, però, non vuole inseguire i numeri né le mode. Vuole parlare a chi ama davvero il gesto fotografico: guardare nel mirino, comporre, mettere a fuoco, scattare. Un’esperienza fisica, diretta, quasi “analogica” nello spirito, anche se digitale nella tecnologia.

Il problema, come ammettono gli stessi dirigenti Ricoh, è che puntare solo sugli utenti storici non basta più. Il vero nodo è capire come rendere una DSLR attraente per le nuove generazioni, cresciute con smartphone e mirrorless leggere. È una sfida enorme, e Ricoh lo sa bene.

Pentax in passato ha provato strade diverse, come le mirrorless K-01 e la serie Q. Fotocamere originali, persino affascinanti, ma che non hanno avuto successo commerciale. Da lì la decisione: meglio seguire una strada difficile ma coerente, piuttosto che snaturare l’identità del marchio.

Nel frattempo, il grande successo della Ricoh GR — arrivata ormai alla quarta generazione — sta dando all’azienda il respiro necessario per investire su Pentax. GR e Pentax, secondo Ricoh, non sono in competizione: servono pubblici diversi, con esigenze diverse. Da una parte chi vuole compattezza e immediatezza, dall’altra chi cerca il mirino, il pentaprisma, il controllo totale.

Ricoh promette di non avere fretta, ma allo stesso tempo riconosce che il tempo non è infinito. Più si aspetta, meno occasioni restano.

La mia opinione

Da appassionato di fotografia, trovo la posizione di Pentax incredibilmente affascinante e allo stesso tempo rischiosa. In un mercato sempre più omologato, Pentax è uno degli ultimi veri marchi “romantici”, che crede ancora nel piacere puro dello scatto. Il problema è che il romanticismo, da solo, non paga le bollette.

Se Ricoh riuscirà davvero a reinventare la DSLR senza tradirne l’anima — magari puntando su ergonomia, robustezza, colori e feeling più che su numeri da brochure — Pentax potrebbe ritagliarsi una nicchia solida e rispettata. Ma se il rilancio tarderà ancora troppo, il rischio è che anche i fan più fedeli inizino a guardare altrove.

Pentax non è morta. Però ora più che mai ha bisogno di dimostrare di essere ancora viva.

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