“Napalm Girl”: la fotografia simbolo del Vietnam al centro di una controversia sulla paternità
Una delle immagini più iconiche del XX secolo è oggi al centro di un acceso dibattito. Parliamo della celebre fotografia “Napalm Girl”, scattata durante la guerra del Vietnam nel 1972 e attribuita da sempre a Nick Ut, fotoreporter dell’Associated Press. L’immagine, che gli valse il Premio Pulitzer, mostra Phan Thị Kim Phúc, una bambina di 9 anni che corre nuda in preda al terrore dopo un attacco al napalm.
Ma oggi, a più di 50 anni di distanza, emergono dubbi sulla reale paternità dello scatto. E la questione ha spinto il World Press Photo a sospendere temporaneamente il riconoscimento ufficiale dell’autore.
Il documentario che ha riaperto il caso Napalm girl
A sollevare la questione è stato il film “The Stringer”, presentato al Sundance Film Festival 2025. Il documentario, frutto di un’indagine giornalistica accurata, sostiene che la fotografia potrebbe non essere opera di Nick Ut, bensì del fotografo vietnamita Nguyễn Thành Nghệ, un freelance che all’epoca collaborava con la NBC.
Secondo il documentario, Nghệ avrebbe ceduto il suo rullino all’Associated Press e, per motivi non chiariti, l’agenzia lo avrebbe poi attribuito a Ut. A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbe anche un terzo fotografo: Huỳnh Công Phúc, anch’egli presente sul luogo e con una posizione privilegiata per scattare quell’immagine.
Il World Press Photo sospende l’attribuzione
In seguito all’uscita del documentario, il World Press Photo ha avviato un’indagine interna e ha deciso di sospendere provvisoriamente il riconoscimento ufficiale a Nick Ut. Una scelta prudente, in attesa che emergano prove inconfutabili che confermino o smentiscano l’attribuzione.
L’organizzazione ha chiarito che non intende riscrivere la storia in modo arbitrario, ma valutare con attenzione il materiale disponibile, nel rispetto del giornalismo fotografico e dell’importanza storica dell’opera.
L’Associated Press difende la propria versione
Dall’altra parte, l’Associated Press mantiene ferma la sua posizione: per l’agenzia, l’autore dello scatto è e resta Nick Ut. In un comunicato ufficiale, l’AP sottolinea che non esistono elementi sufficienti a mettere in dubbio l’attribuzione originale, e che nessuna prova concreta dimostra che lo scatto provenga da una fonte diversa.
Anche la stessa Phan Thị Kim Phúc, la protagonista della fotografia, si è espressa in favore di Ut, affermando che fu proprio lui ad aiutarla fisicamente subito dopo lo scatto, portandola in ospedale e contribuendo a salvarle la vita.
Una questione di verità o di memoria per la Napalm Girl?
Questa controversia apre un dibattito più ampio: le fotografie storiche devono essere rivalutate alla luce di nuove scoperte, anche se emergono decenni dopo? Oppure il contesto, il significato culturale e il ruolo che un’immagine ha avuto nel tempo contano più dell’attribuzione tecnica?
La fotografia, si sa, non è solo luce e composizione, ma anche testimonianza e responsabilità. E in casi come questo, il confine tra verità storica e memoria condivisa si fa sottile.
Tu cosa ne pensi?
Credi sia giusto rimettere in discussione l’autore di una fotografia così storica dopo 50 anni? O dovremmo lasciare intatto il riconoscimento dato a Nick Ut per il suo contributo al fotogiornalismo mondiale? Raccontaci il tuo punto di vista nei commenti o partecipa al dibattito sulla community di Fotografia Moderna.
