Mostra Dorothea Lange. L’altra America
Dal 27 ottobre 2023 al 4 febbraio 2024, i Musei Civici di Bassano del Grappa, in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, presentano al pubblico l’opera di Dorothea Lange (1895–1965), celeberrima fotografa statunitense e co-fondatrice di Aperture, la più autorevole rivista fotografica al mondo. Nel 1965, pochi mesi prima della sua scomparsa, il MoMa le dedicò una retrospettiva, rendendola la prima donna fotografa a ricevere tale onore.
Informazioni sulla mostra
- Titolo: Dorothea Lange. L’altra America
- Apertura: 27/10/2023
- Conclusione: 04/02/2024
- Organizzazione: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino con i Musei Civici di Bassano del Grappa
- Curatore: Walter Guadagnini e Monica Poggi
- Luogo: Bassano del Grappa, Museo Civico
- Indirizzo: Piazza Garibaldi, 34 – 36061 Bassano del Grappa (VI)
- Per info: +39 0424 519901/904 | [email protected]
- Sito web per approfondire: https://www.museibassano.it
Informazioni sull’artista
Dorothea Lange, autodefinitasi “Photographer of the people,” è nota per aver concentrato il suo obiettivo sugli “ultimi” dell’America durante la Grande Depressione, evitando divi e protagonisti per documentare la vita delle persone comuni. Il suo sguardo, definito “inclusivo,” mostra comprensione, sensibilità e umanità, arricchiti dalla sua collaborazione sentimentale e professionale con il marito, l’economista Paul Taylor.
Nata nel New Jersey da una famiglia borghese, Lange affrontò la poliomielite all’età di nove anni, seguita da un dissidio con il padre e un coraggioso ripudio del suo cognome. Dopo gli esordi a New York, intraprese una spedizione fotografica nel 1918, interrotta a San Francisco per mancanza di fondi. Successivamente, operò nel campo della ritrattistica professionale, adottando uno stile pittorialista. Negli anni Trenta, abbracciò l’estetica della straight photography, diventando una testimone della condizione dei più deboli ed emarginati.
La Grande Depressione la portò a unirsi al progetto sociale e fotografico della “Farm Security Administration,” diventandone la rappresentante principale. Attraverso immagini drammatiche, documentò la tragedia dell’America rurale colpita dalla siccità, creando opere celebri come “Migrant Mother,” un’icona della storia della fotografia.
Analizzando le sue immagini evocative, emergono la profondità e la modernità dello sguardo di Lange, che narra drammaticamente temi come la crisi climatica, le migrazioni e le discriminazioni. Nonostante gli anni trascorsi, i suoi temi restano attuali, offrendo riflessioni e spunti di dibattito sul presente.
Il fulcro della mostra curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, che presenterà quasi duecento scatti, sarà uno speciale approfondimento sulla nascita di un capolavoro. Attraverso un percorso espositivo affascinante e didattico, la mostra svelerà gli scatti eseguiti da Dorothea Lange nel processo di creazione di un’icona, offrendo al pubblico una comprensione del procedimento dietro la realizzazione di una fotografia perfetta.
Su commissione del governo americano, Lange affrontò la controversa vicenda dei campi di prigionia per cittadini giapponesi dopo l’attacco di Pearl Harbor. La serie, caratterizzata da un atteggiamento critico verso la politica governativa, fu inizialmente censurata e divulgata solo molti anni dopo. In occasione della mostra, queste fotografie, ulteriori testimonianze della profondità e lucidità dello sguardo di Dorothea Lange, saranno esposte per la prima volta in Italia in modo esaustivo.
La mostra coincide con la riapertura del Museo Civico di Bassano del Grappa, che dopo sei mesi di lavori di ammodernamento, rinnova al pubblico le sue importanti collezioni permanenti in spazi completamente rinnovati e con un allestimento affascinante, aggiornato e ricco di opere inedite.
Attraverso un’ampia selezione di opere provenienti da diversi nuclei collezionistici, la mostra si concentra principalmente sul periodo d’oro della carriera di Lange, dagli anni Trenta alla Seconda Guerra Mondiale. Saranno presentati anche scatti precedenti e successivi per evidenziare la varietà e la profondità della sua ricerca, sempre mirata a restituire un ritratto sincero e partecipato del contesto circostante. La macchina fotografica, come dichiarò la stessa Lange, è “uno strumento che insegna alla gente come vedere il mondo senza di essa”.
Foto: Dorothea Lange: Migrant Mother (Destitute pea pickers in California. Mother of seven children. Age thirty-two), Nipomo, California, 1936, Farm Security Administration, Office of War Information Photograph Collection, Library of Congress Prints and Photographs Division Washington, D.C., USA
