Addio a Sebastião Salgado: il fotografo dell’umanità ci lascia a 81 anni
Si è spento a Parigi il maestro della fotografia sociale e ambientale, autore di capolavori come Genesis e Exodus
Il mondo della fotografia perde una delle sue voci più profonde e universali: Sebastião Salgado è morto oggi, 23 maggio 2025, a Parigi, all’età di 81 anni. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dall’Instituto Terra, l’organizzazione ambientale che aveva fondato con la moglie Lélia Wanick Salgado.
Salgado è stato molto più di un fotografo: è stato un narratore visivo dell’umanità, capace di trasformare la sofferenza, la bellezza e la resistenza dei popoli in immagini indimenticabili.
Una vita dedicata a raccontare l’uomo e la Terra
Nato l’8 febbraio 1944 ad Aimorés, nello stato brasiliano di Minas Gerais, Sebastião Salgado ha iniziato il suo percorso come economista, ma il richiamo della fotografia lo ha spinto a cambiare strada negli anni ’70. Da quel momento ha attraversato oltre 130 Paesi, documentando con uno stile inconfondibile i lavoratori del mondo (Workers), le migrazioni umane (Exodus), le meraviglie del pianeta (Genesis) e la foresta amazzonica (Amazônia).
Il suo bianco e nero potente, intenso, senza compromessi, è diventato una firma visiva che ha saputo coniugare etica e bellezza, impegno e poesia.
Un riconoscimento alla carriera nel 2024
Nel 2024, a coronamento di una vita di reportage e attivismo, Sebastião Salgado è stato premiato con l’Outstanding Contribution to Photography ai Sony World Photography Awards, uno dei più alti riconoscimenti internazionali nel campo dell’immagine.
Un premio che non solo ne ha celebrato la tecnica fotografica, ma soprattutto la sua capacità di dare voce agli invisibili, di trasformare la macchina fotografica in uno strumento di coscienza civile.
Instituto Terra: il fotografo che ha piantato foreste
La visione di Salgado non si è fermata dietro l’obiettivo. Insieme alla moglie Lélia, ha fondato nel 1998 l’Instituto Terra, un progetto pionieristico di riforestazione nell’area devastata del Minas Gerais.
Nel corso degli anni, questa iniziativa ha permesso di rigenerare oltre 17.000 ettari di terra arida, trasformandoli in una riserva naturale ricca di biodiversità. Un impegno che ha unito arte, scienza e speranza concreta per il pianeta.
Una perdita immensa per la fotografia mondiale
La causa della morte di Sebastião Salgado è legata a complicazioni di una malattia tropicale contratta negli anni ’90, ma la sua eredità non sarà cancellata. Le sue fotografie continueranno a parlare ai cuori e alle coscienze di chi le osserva, testimoniando le ingiustizie, ma anche la bellezza resiliente dell’umanità.
E tu, quale fotografia di Sebastião Salgado ti ha colpito di più?
Hai mai avuto modo di ammirare una mostra di Salgado dal vivo? Quale dei suoi lavori ti ha ispirato di più? Raccontamelo nei commenti. La sua voce visiva ha cambiato il modo in cui vediamo il mondo: condividiamo insieme il ricordo di uno dei più grandi maestri della fotografia.
