Mogador, la Mostra di Veronica Gaido e Vito Tongiani
Grazie al supporto dell’Association Essaouira-Mogador e del presidente André Azoulay, il dialogo artistico tra i due talenti italiani sull’antica città marocchina giunge finalmente nel luogo che ha ispirato la loro creazione.
Dopo le tappe al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago e l’inaugurazione della mostra a Rabat, presso la Galleria Bab Rouah nella primavera del 2016, il progetto “Mogador” approda a Essaouira, la città che ne è stata la musa ispiratrice.
Le opere di Veronica Gaido, artista e fotografa, e di Vito Tongiani, pittore e scultore, dedicate al porto storico della città marocchina, sono in mostra fino al 26 novembre 2017 nel centro culturale Dar Souiri a Essaouira. Attraverso visioni fotografiche e pittoriche, i due artisti offrono una prospettiva unica sulla vita e sull’atmosfera di Mogador, il nome dato alla città nel VII secolo dagli arabi, che significa “ben custodita”, quando fu riscoperta dai portoghesi.
Nel catalogo della mostra, lo scrittore marocchino Driss Ksikes riflette sulla complessità di rappresentare Essaouira: “La città è immensa, inafferrabile, in movimento permanente…”. Secondo Ksikes, solo le arti visive riescono a cogliere un’immagine che diventi vera metafora del luogo, un’impresa che Tongiani e Gaido hanno compiuto con successo. Le loro opere traducono in fotografia e pittura le percezioni sensoriali della città, catturando la mutevolezza dei colori, il brulichio delle persone, la presenza delle barche e i gesti quotidiani spesso invisibili.
La visione artistica dei due creativi permette di esplorare Mogador come luogo di vita, rifugio e viaggio, evidenziando anche i contrasti, le sfide quotidiane della popolazione, i colori vibranti del giorno e l’oscurità misteriosa della notte.
Nelle fotografie di Veronica Gaido, emerge una narrazione visiva che riprende alcuni temi a lei cari, come l’acqua, il viaggio e il passaggio, interpretati in chiave fisica, spirituale e astratta. Le sue immagini giocano con luce e dissolvenze, creando una “essenza narrativa” immediatamente percepibile. Philippe Daverio ha descritto il suo stile come un’“onda densa e luminosa, una piccola epifania del reale”.
Veronica Gaido spiega così la sua visione: “I miei lavori su Mogador rappresentano una dimensione del reale in costante movimento. Il flusso delle immagini trasmette la sensazione di un luogo sospeso tra terra e cielo, a volte luminoso, altre oscuro. È una rappresentazione dell’anima del luogo, una fusione tra la mia visione fotografica e le forme concrete delle opere di Vito Tongiani.”
Il progetto “Mogador” non si ferma a Essaouira: dopo questa tappa, la mostra proseguirà il suo viaggio toccando Marrakech e Casablanca, per poi approdare alla Fundación Tres Culturas di Siviglia nella primavera del 2018.
L’inaugurazione della mostra, avvenuta il 26 ottobre 2017, ha visto la partecipazione di figure di spicco come Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’UNESCO, Mohamed Laaraj, Ministro della Cultura marocchina, e gli scrittori Driss Ksikes e Francis Ghilès.
A completare l’esposizione, un ricco catalogo con i testi di André Azoulay, Driss Ksikes, Francis Ghilès, Philippe Daverio e Jean Clair, che approfondiscono il significato culturale e artistico del progetto “Mogador”.
