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Ma alla fine chi se ne importa con che fotocamera scattiamo?

Negli ultimi anni, la diatriba tra reflex e mirrorless sembra essere diventata il tema principale tra appassionati di fotografia e professionisti. Siamo arrivati al punto che molti passano ore a discutere su quale sia “migliore”, quasi come se fosse una questione di vita o di morte. Ma il problema vero è che tutta questa attenzione alla tecnologia oscura quello che dovrebbe essere il vero scopo della fotografia: raccontare una storia.

Ma alla fine chi se ne accorge?

Quando scatti una foto, stai immortalando un momento, un’emozione, un dettaglio che per te ha un significato. E quando qualcuno guarda quella foto, non si domanda se hai usato una reflex o una mirrorless, né se il sensore era full frame o APS-C. La verità è che nessuno, a parte chi è ossessionato dai tecnicismi, si sofferma su questi dettagli. Ciò che conta davvero è quello che si percepisce guardando l’immagine. E questo aspetto, quello che ci fa dire “wow” o che ci porta a riflettere, non dipende dal tipo di macchina usata.

Immaginate per caso Bresson che guarda la sua fotocamera mentre sta per scattare e pensa “oh forse era meglio utilizzare una mirrorless” oppure “cavolo, con un altro obiettivo forse sarebbe stata diversa”?

No, secondo me stava lì, e scattava.

La storia che racconti è più importante della macchina

Immagina di trovarti di fronte a una foto in bianco e nero di una strada deserta, illuminata solo dalla luce fioca di un lampione. Quello che ti colpisce è l’atmosfera, il senso di solitudine, magari ti fa pensare a una scena di un film. Ma quanti di noi, guardando un’immagine del genere, pensano “ah, però, questo è sicuramente scattato con una mirrorless!”? Nessuno. È la storia che quella foto racconta a fare la differenza, non il mezzo utilizzato per scattarla. Questa è una cosa che stiamo iniziando a scordarci.

Non fraintendiamoci, la tecnica e l’attrezzatura contano. È ovvio che ci siano differenze tra reflex e mirrorless, ognuna con i suoi pro e contro. La tecnologia può facilitare alcune cose, magari migliorare la qualità in certe condizioni, ma questo non dovrebbe mai diventare il punto centrale. La tecnica è uno strumento che ci aiuta a raggiungere un risultato, non è il risultato in sé.

Eppure, molti sembrano concentrarsi così tanto sulla scelta della macchina fotografica perfetta da dimenticare che alla fine è l’immagine che conta. A cosa serve avere la miglior attrezzatura possibile se poi ti manca la capacità di creare qualcosa di emozionante? La tecnica va studiata, certo, ma mai a discapito della visione creativa.

Oggi siamo bombardati da pubblicità e recensioni che ci fanno credere che per fare belle foto ci serva sempre l’ultimo modello, la funzione più avanzata, il kit di accessori perfetto. Ma la verità è che una buona foto è buona indipendentemente dal mezzo usato. Non c’è bisogno di una macchina da migliaia di euro per creare immagini potenti. Ci sono fotografi incredibili che scattano con macchine di dieci anni fa o con le versioni base di un modello, ma quello che fanno è trasmettere un’emozione, un messaggio. Questo dovrebbe essere il vero obiettivo.

Alla fine, conta solo quello che fai con quello che hai

L’ossessione di scegliere se utilizzare una reflex o una mirrorless sta spostando l’attenzione su qualcosa che dovrebbe essere secondario. Investi in una buona fotocamera, sì, quella che ti piace usare, che ti dà soddisfazione. Ma poi, lascia da parte i tecnicismi e concentrati su cosa raccontare con le tue immagini. La macchina è solo un mezzo: la differenza la fai tu, con la tua visione, il tuo occhio, il tuo modo di vedere il mondo.

Perché quando guardiamo una foto, non ci chiediamo come è stata scattata, ma cosa ci dice. E alla fine, questa è l’unica cosa che conta davvero.

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