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Industry Camera chiude dopo 20 anni: all’asta attrezzatura cinematografica per 7,4 milioni di dollari

Un’altra realtà storica del mondo cine-fotografico chiude i battenti. Industry Camera, società americana specializzata nel noleggio di attrezzature professionali per il cinema e la televisione, ha annunciato ufficialmente la chiusura dell’attività. E con essa, un’enorme quantità di materiale – dal valore stimato di 7,4 milioni di dollari – sta per essere messa all’asta.

Una notizia che lascia l’amaro in bocca, ma che racconta bene il momento difficile che sta attraversando il settore.


Il messaggio di Mark A. Ritchie: “Un arrivederci, non un addio”

Il fondatore Mark A. Ritchie ha condiviso un messaggio toccante:

“Dopo due decenni di servizio alla comunità cinematografica e televisiva, ho preso la decisione agrodolce di chiudere Industry Camera. […] Questo non è un addio, è semplicemente un ‘arrivederci’.”

Una dichiarazione che evidenzia la passione e il coinvolgimento umano dietro un’azienda che, per anni, ha rappresentato un punto di riferimento per registi, direttori della fotografia e operatori professionisti.


Cosa va all’asta? Attrezzatura da sogno per ogni filmmaker

La lista è impressionante. Parliamo di cineprese Sony VENICE, ARRI Alexa Mini LF, Amira, ma anche decine di obiettivi cinematografici di altissimo livello: Angénieux, Zeiss Master Prime, Cooke S4i, Leica Summilux, Canon Cine Zoom, Super Baltar, Kowa Prominar, Lomo Anamorphic… e la lista continua.

Oltre alle ottiche, sono inclusi monitor professionali, filtri TIFFEN, batterie VCLX, trasmettitori Teradek, treppiedi, teste fluide O’Connor, media professionali CFexpress, SSD Angelbird, Codex, e molto altro.

Una miniera d’oro per le case di produzione indipendenti, per chi vuole allestire un rental, o per collezionisti e tecnici che cercano pezzi rari a prezzi d’asta.


Un altro segnale del momento difficile per il settore

Dopo la chiusura annunciata della sede storica Panavision a Hollywood e i recenti licenziamenti nel mondo broadcast, la fine di Industry Camera è l’ennesima spia rossa di un’industria in trasformazione.

Molti professionisti si trovano in bilico tra l’evoluzione tecnologica, il calo dei budget e la frammentazione delle produzioni. E se da un lato nascono nuove opportunità – anche con il supporto di attrezzature sempre più accessibili – dall’altro si spegne l’eco di una generazione che ha costruito il cinema con le mani, metro dopo metro di pellicola, e poi frame dopo frame in digitale.


E ora?

L’asta sarà aperta nei prossimi giorni. Se sei un operatore, un direttore della fotografia o semplicemente un appassionato, potrebbe essere l’occasione giusta per mettere le mani su attrezzature cinematografiche che raramente appaiono sul mercato.

Ma al di là del materiale, è l’uscita di scena di una realtà storica che ci fa riflettere.


Cosa ne pensi?

Hai mai lavorato con attrezzature Industry Camera?
Credi che queste chiusure siano sintomo di un cambiamento profondo o solo di una fase di transizione?

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