Harry Gruyaert e la ricerca della bellezza
Sin da piccolo sogna di diventare un regista, infatti Harry Gruyaert studia alla Scuola di Cinema e Fotografia di Bruxelles dal 1959 al 1962. Poco dopo aver lasciato il Belgio all’età di 21 anni fugge dal rigido ambiente cattolico in cui è cresciuto.
Gruyaert viaggia molto in Europa, Nord Africa, Asia e Stati Uniti e ha finisce per vivere in città con una vivace scena cinematografica e fotografica come Parigi e Londra. Durante il suo primo viaggio a New York nel 1968, scopre artisti pop come Roy Lichtenstein e Robert Rauschenberg che lo segnano particolarmente tanto che gli iniziano a far apprezzare il potenziale creativo del colore e lo ha incoraggiano a cercare la bellezza negli elementi di tutti i giorni per il resto della sua carriera.
Più o meno nello stesso periodo Gruyaert fa amicizia con gli artisti americani Richard Nonas e Gordon Matta-Clark ed inizia a diventare un fotografo di professione.
Il background cinematografico di Gruyaert gli instilla una concezione estetica della fotografia.
I lavori di Harry Gruyaert

Piuttosto che raccontare storie o documentare il mondo attraverso il suo obiettivo, cerca la bellezza negli elementi quotidiani cercando sempre qualcosa di nuovo e di vivo, proprio per questo le sue foto sono semplicemente istantanee di momenti magici in cui diversi elementi visivi, principalmente colore, forma, luce e movimento.
Nella sua ricerca di immagini grafiche forti, Gruyaert concentra la sua macchina fotografica sugli oggetti tanto quanto sulle persone, che spesso sono ridotte a sagome o renderizzate a campi di colore semplici.
Non sorprende che i paesi che vengono fotografati siano per lo più identificati attraverso le sottili differenze nella tavolozza dei colori e nella luce, inerenti all’atmosfera, alla cultura e al clima locali, più che dai soggetti o dalle scene raffigurati.
Tra le sue serie più famose ci sono “Rivages/Edges”, con panorami costieri di tutto il mondo, che Gruyaert ha fotografato affascinato dalla luce che cambia rapidamente in questi luoghi. All’inizio degli anni ’70, mentre viveva a Londra, Gruyaert ha lavorato a una serie di riprese televisive a colori che in seguito sono diventate le “Scatti TV” e ora fanno parte della collezione del Centre Pompidou. In quel periodo tornò regolarmente nel suo paese d’origine, il Belgio. Ne è nata la serie “Roots”, che riflette perfettamente lo Zeitgeist belga degli anni ’70 e ’80.
Nel 1982 Gruyaert si unisce a Magnum Photos.
Sito ufficiale: http://www.harrygruyaert-film.com/
Frasi di Harry Gruyaert

- Davanti a una foto in bianco e nero si cerca di capire di più cosa sta succedendo tra le persone, mentre con il colore si dovrebbe essere subito colpiti dai diversi toni che esprimono una situazione. Quindi (…) l’oggetto e il suo colore sono la stessa cosa, che tra l’altro è uno dei principi della teoria della percezione. Forma e colore sono inseparabili.
- Lavoro in modo completamente intuitivo. Non ho un concetto.
- C’è qualcosa di magico nella fotografia. Si tratta di attrazione. Sono attratto dalle cose e le cose mi attraggono.
- Per me la fotografia è un’esigenza vitale
- La cosa più difficile è fare foto dove vivi. Perché inizi a trovare le cose normali.
- Trovo che con il bianco e nero vado direttamente alla persona. A colori, sono più preoccupato per la luce, i vestiti, l’ambientazione, ecc. È più complesso. In bianco e nero, è la persona che è importante.
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