Fotografo ferito in servizio: un proiettile di gomma gli spezza la carriera (e un dito)
Fare il fotoreporter non è mai stato un lavoro “sicuro”, ma quello che è successo a Los Angeles a Mario Guerrero fa riflettere profondamente sui rischi che corriamo anche quando seguiamo tutte le regole. Mario, un fotografo freelance indipendente, è finito sotto i ferri dopo che un agente federale gli ha sparato con un’arma “meno letale” durante una protesta, colpendolo dritto alla mano.
Identificato, ma colpito lo stesso
La dinamica raccontata da Guerrero a KTLA è agghiacciante per la sua assurdità. Nonostante indossasse una pettorina con la scritta “MEDIA” a grandi lettere bianche e stesse seguendo gli ordini di dispersione della polizia, un ufficiale ha aperto il fuoco con proiettili di gomma nella sua direzione.
L’impatto ha centrato l’anulare della mano sinistra, frantumando l’osso così gravemente da richiedere un intervento chirurgico d’urgenza.
Il paradosso: Mario era lì per documentare il caos, non per farne parte. Eppure, quel proiettile lo ha messo fuori gioco per un tempo indeterminato.
La mia opinione: Se non possiamo usare le mani, chi siamo?
Per un fotografo, le mani sono tutto. Pensateci: non è solo il dolore fisico, è l’impossibilità di impugnare la camera, di girare le ghiere, di premere l’otturatore. Per un freelance, un dito rotto significa zero entrate.
Trovo inaccettabile che, nonostante le identificazioni chiare, chi dovrebbe garantire l’ordine non riesca a distinguere tra chi lancia oggetti e chi impugna un obiettivo per informare il pubblico. Non è solo mancanza di mira, è mancanza di addestramento specifico su come gestire la stampa in situazioni di crisi. Mario ha ragione: serve responsabilità.
Abbiamo visto in passato già come 5 fotoreporter in Turchia sono stati arrestati mentre facevano il loro lavoro.
Una battaglia anche economica
Senza la possibilità di lavorare, Mario ha dovuto aprire una pagina GoFundMe per coprire l’affitto e le spese mediche. È la dura realtà del mondo freelance: nessuna assicurazione aziendale, nessun “paracadute” se qualcosa va storto sul campo.
Cosa possiamo fare noi? Oltre alla solidarietà, questa storia deve ricordarci l’importanza della sicurezza. Mai dare per scontato che una scritta “Press” ci renda invisibili ai pericoli.
Ti è mai capitato di sentirti in pericolo mentre cercavi di portare a casa lo scatto?
