Fotografia e Intelligenza Artificiale: ChatGPT Diventa il Critico Fotografico Inaspettato
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha conquistato il mondo della fotografia, diventando uno strumento essenziale per migliorare le immagini grazie a funzionalità avanzate come la riduzione del rumore, la nitidezza o l’upscaling. Un fotografo ha deciso di esplorare un approccio del tutto nuovo: chiedere a un chatbot un feedback sul proprio lavoro. I risultati? Divertenti e, a tratti, sorprendenti.
Il Test di Todd Dominey con ChatGPT

Todd Dominey, fotografo paesaggista noto per il suo canale YouTube @dominey, ha recentemente pubblicato un video in cui racconta la sua esperienza con ChatGPT, l’ultima versione del chatbot di OpenAI. L’obiettivo era semplice: ottenere un feedback imparziale su una delle sue fotografie di paesaggio scattata in New Mexico lo scorso autunno.
“Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà qui, quindi iniziamo”, afferma Dominey nel video, mostrando l’immagine e ponendo al chatbot una domanda diretta:
“Forniscimi un feedback onesto e imparziale su questa mia immagine di paesaggio e forniscimi suggerimenti e consigli utili su come l’immagine potrebbe essere migliorata se dovessi fotografarla di nuovo”.
La Critica di ChatGPT: Quando l’IA Non Ha Pelo sulla Lingua

Nonostante un inizio promettente, il chatbot non ha tardato a condividere le sue perplessità sulla composizione dell’immagine.
“Uh oh”, commenta Dominey mentre legge il responso, “enfasi del soggetto mentre le formazioni rocciose in sé sono interessanti – uh oh, eccoci qui – l’occhio può vagare un po’ cercando di scegliere un soggetto principale, considera una composizione che enfatizzi una roccia chiave”.
La critica si è fatta ancora più specifica:
“La prossima volta che scatti, prova a posizionare la fotocamera più in basso o a incorporare una roccia particolarmente suggestiva in primo piano che fissi la parte anteriore dell’inquadratura.”
ChatGPT ha poi continuato suggerendo di sfruttare le linee naturali del paesaggio per guidare l’occhio dell’osservatore, sottolineando l’importanza di un soggetto principale ben definito. Inoltre, ha descritto l’immagine come “croccante”, suggerendo di sperimentare con il contrasto e la chiarezza per esaltare i dettagli delle rocce.
La Reazione di Dominey: Tra Ironia e Consapevolezza

Con grande sportività, Dominey ha accolto i consigli dell’IA, concordando persino con alcune osservazioni.
“Oh mio dio, ‘crunchy’! Una parola fantastica. Voglio dire, è proprio una parola che userei”, scherza nel video.
Interessante è stata anche la riflessione sulla scala dell’immagine. ChatGPT ha suggerito di introdurre un punto di riferimento per aiutare gli spettatori a comprendere meglio le dimensioni reali del paesaggio.
“Non posso uscire e mettere una banana nella scena, o introdurre qualcosa che non c’è solo per il gusto della scala. E dio no, non metterò me stesso nella foto, non ho alcun interesse a farlo.”
L’Intelligenza Artificiale come Strumento Educativo per i Fotografi
Nonostante le risate, Dominey ha riconosciuto il potenziale dell’IA come strumento di apprendimento per i fotografi.
“Pensa solo per un secondo a quanto potrebbe essere utile se ci fosse un qualche tipo di chatbot integrato in Lightroom o Photoshop. Una specie di assistente, quasi come avere un direttore creativo seduto accanto a te.”
L’idea di un’intelligenza artificiale che possa offrire un occhio imparziale sulle immagini, suggerendo correzioni di colore, composizione o lunghezza focale, potrebbe rivoluzionare il modo in cui i fotografi, soprattutto i principianti, approcciano la propria arte.
“Penso che da una prospettiva educativa, per le persone che stanno cercando di imparare le basi e cercano consigli, anche se provengono da un bot che sostanzialmente fornisce un mucchio di buone pratiche collaudate, queste siano comunque cose preziose e possano comunque essere utili”.
E Tu, Cosa Ne Pensi?
L’esperimento di Dominey solleva una domanda interessante: l’intelligenza artificiale può davvero diventare un valido alleato nella valutazione creativa? O c’è il rischio che l’arte della fotografia venga ingabbiata in rigide regole dettate da un algoritmo?
Raccontaci la tua opinione nei commenti: hai mai utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per migliorare le tue fotografie? Qual è stata la tua esperienza?
