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La fotocamera più veloce al mondo: cattura 1 trilione di fotogrammi al secondo e rende visibile persino la luce

Nel mondo della fotografia, siamo abituati a parlare di raffiche veloci, otturatori elettronici e sensori reattivi. Ma c’è una fotocamera che supera tutto ciò che conosciamo: un sistema capace di catturare 1 trilione di fotogrammi al secondo, ovvero 10 miliardi di volte più veloce delle moderne mirrorless professionali. Non è pensata per i fotografi sportivi o per chi insegue animali in movimento. È una macchina costruita per vedere l’invisibile. E funziona.

Sviluppata da un team di ricercatori del MIT e del Caltech, sotto la guida del professor Linhong Wang, questa fotocamera fa parte di un progetto di femtofotografia. Il suo obiettivo non è semplicemente documentare un’azione veloce, ma registrare il movimento della luce stessa, permettendo agli scienziati di osservare come le onde luminose si propagano, riflettono e interagiscono con la materia.

Cosa significa 1 trilione di fps?

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Per avere un termine di paragone, una fotocamera come la Panasonic Lumix G9 raggiunge una raffica di 60 fps, un numero già considerevole nel contesto della fotografia sportiva. La Sony A1 o la Canon EOS R3 arrivano a 30 fps reali a piena risoluzione. Le reflex di fascia alta come la Nikon D6 si fermano a 14 fps. Eppure, di fronte a 1.000.000.000.000 fps, anche le migliori mirrorless sembrano… ferme.

Il sistema pCUP (Compressed Ultrafast Photography), uno degli ultimi sviluppi di questa tecnologia, può catturare eventi singoli e irripetibili in un solo scatto, come una reazione chimica o un cambiamento biologico su scala molecolare. Una capacità rivoluzionaria, impensabile fino a pochi anni fa.

Guida per approfondire: Ecco cosa sono gli fps

Non per fotografare, ma per esplorare l’invisibile

Questa non è una fotocamera pensata per la strada, né per la natura. È uno strumento scientifico ad altissima precisione, che utilizza laser, specchi, sensori ultra-rapidi e intelligenza artificiale per ricostruire immagini di fenomeni fisici a velocità inconcepibili.

Il vero obiettivo è la scienza: imaging medico, diagnostica avanzata, studio dei materiali, trasferimento termico, biochimica. Settori in cui visualizzare ciò che accade tra un miliardesimo di secondo e l’altro può fare la differenza.

Guardare la luce mentre si muove

L’aspetto più affascinante? Questa tecnologia permette di vedere letteralmente la luce muoversi nello spazio. Un’esperienza che va oltre il concetto tradizionale di fotografia. Non si tratta di congelare il momento, ma di entrare dentro al tempo stesso, osservando come l’energia si propaga, curva, scompare. È scienza, certo. Ma è anche pura poesia visiva.

La fotocamera da 1 trilione di fps ovviamente non è destinata a sostituire la tua mirrorless, ma ci ricorda quanto la fotografia possa essere più di un’immagine: può essere una finestra su mondi invisibili, su tempi e spazi che sfuggono alla nostra percezione. Oggi non scatterai a quella velocità, ma sapere che esiste una tecnologia simile ci dice una cosa importante: siamo solo all’inizio di ciò che la luce – e la fotografia – possono mostrarci.

Hai mai pensato a cosa significhi davvero catturare il tempo? Raccontamelo nei commenti.

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