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DJI si giustifica contro le accuse di spionaggio

Il produttore cinese di droni, DJI, è stato a lungo oggetto di accuse riguardanti la presunta trasmissione dei dati degli utenti al governo cinese. Il recente avvio del dibattito è stato il via libera all'”American Security Drone Act” e l’avviso da parte dell’FBI e dell’agenzia CISA sulla sicurezza dei dati dei “droni cinesi”. In una dichiarazione insolita, DJI ha respinto le accuse persistenti e ha sottolineato l’importanza primaria che attribuisce alla protezione dei dati.

Secondo DJI, l’azienda raccoglie dati di volo, immagini o video dai clienti solo con il loro esplicito consenso. Inoltre, gli utenti possono optare per la “Modalità dati locali” per garantire che nessuna terza parte non autorizzata possa accedere ai dati del drone.

Dal 2017, i prodotti DJI sono stati soggetti a regolari controlli di sicurezza indipendenti da parte di esperti statunitensi ed europei. I risultati di tali controlli confermano che DJI rispetta gli standard di protezione e sicurezza dei dati leader del settore.

DJI: “Sicurezza oltre i requisiti necessari”

DJI continua a enfatizzare che le sue pratiche sulla privacy dei droni soddisfano già o superano gli standard di sicurezza richiesti dal governo degli Stati Uniti. Ad esempio, i clienti aziendali hanno la possibilità di effettuare aggiornamenti del firmware dei droni quando sono offline e possono utilizzare app per droni fornite da aziende statunitensi, archiviando i propri dati sui server cloud per mantenere il controllo totale.

Secondo DJI, la crittografia dei dati avviene automaticamente utilizzando AES-256 come impostazione predefinita, e se gli utenti condividono i dati con DJI, questi vengono archiviati su server statunitensi. I dati relativi ai droni stessi possono essere protetti attraverso codici di accesso, e le funzioni di ripristino ed eliminazione consentono di cancellare rapidamente i dati del drone.

DJI sostiene un elevato standard di sicurezza di settore che dovrebbe essere applicato a tutti i produttori, indipendentemente dal paese di origine. Questo approccio potrebbe contribuire globalmente a migliorare la sicurezza dei droni. L’attenzione attuale sulla provenienza dei droni è considerata problematica e motivata più da considerazioni politiche che tecnologiche.

Fonte: DroneDJ

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