Canon shock: “La fotografia 2D è morta, il futuro è il 3D e gli odori” | Polemica 2026
Mentre il mondo della fotografia urla a gran voce per avere sensori più puliti, batterie infinite e l’apertura totale agli obiettivi economici, Canon decide di guardare altrove. E lo fa puntando su una scommessa che molti definirebbero azzardata, se non del tutto fuori fuoco: la terza dimensione.
L’annuncio shock al CP+ 2026: “Addio alle foto piatte”
Durante un’intervista a Yokohama, Go Tokura (Executive Vice President di Canon) ha gelato la platea con una dichiarazione destinata a far discutere per anni:
“Crediamo che la prossima grande rivoluzione non saranno i megapixel, ma il passaggio definitivo dal 2D al 3D.”
Secondo i vertici di Tokyo, la fotografia tradizionale “piatta” ha fatto il suo tempo. Il futuro appartiene alla realtà immersiva. Ma Tokura non si ferma qui e sconfina nella fantascienza, ipotizzando fotocamere capaci di registrare suoni, temperatura, vento e persino odori. Sì, avete letto bene: Canon sta pensando a come farvi “annusare” i vostri scatti.
Il piano di Canon: siamo cavie per i visori VR?
La strategia è già in atto. Con il lancio degli obiettivi doppio fisheye per il sistema RF-S e il mostruoso RF 7-14mm L Fisheye STM (capace di un campo visivo di 190°), Canon sta chiaramente spostando l’asse della produzione verso i contenuti per visori come l’Apple Vision Pro.
Ma qui nasce la polemica: quanti fotografi vogliono davvero scattare in 3D? Quanti professionisti sono pronti a cestinare decenni di estetica bidimensionale per rincorrere un mercato che, finora, è rimasto una nicchia per pochi eletti?
Il parere al vetriolo di Fotografiamoderna.it
L’opinione: Siamo onesti: questa sembra la classica mossa di chi, non sapendo più come innovare il ferro, prova a inventarsi un nuovo bisogno. Parlare di “fotocamere che registrano odori e vento” mentre i professionisti aspettano ancora che Canon risolva i problemi di surriscaldamento o le restrizioni sui firmware, sembra una barzelletta di pessimo gusto.
Caro Tokura, la “vera realtà” di un fotografo di matrimonio o di un reporter di guerra non è far sentire il profumo dei fiori o il vento della savana attraverso un visore da 4.000 euro; è avere una macchina affidabile, ottiche terze accessibili e un sensore che non sgrani. Canon sta inseguendo un miraggio tecnologico o sta cercando di trasformarci tutti in operatori VR per compiacere i colossi della Silicon Valley? La fotografia è arte della composizione in due dimensioni. Il resto è un videogame.
