Alberto García-Alix: Ritratti senza filtri
Alberto García-Alix, fotografo spagnolo nato a León nel 1956, racconta storie tragiche e silenziose attraverso i volti e le immagini che cattura con la sua macchina fotografica. Non termina gli studi in scienze dell’informazione, ma inizia a pubblicare le sue foto sulla rivista Star, avviando così la sua carriera.
La fotografia di Alberto García-Alix racconta la Movida madrileña degli anni ’80, attraverso immagini provocatorie e senza filtri che documentano amori, feste, droga, morte e vita. Le sue foto sono un’ancora di salvezza in un vortice che trascina tutto e un modo per catturare il presente e conservarlo per i posteri. Le immagini di Alberto sono crude e istintive, senza imbarazzo nel mostrare sesso, droga e omosessualità.








Lo stile di Alberto García-Alix
García-Alix ha esposto le sue opere in importanti musei e gallerie d’arte in tutto il mondo, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Le sue fotografie sono state pubblicate in molte riviste e libri, tra cui “Un horizonte falso” (1993) e “Motores de cambio” (2013). Oggi, Alberto García-Alix è considerato uno dei più grandi fotografi contemporanei, che ha saputo catturare l’anima della Spagna durante uno dei periodi più difficili e contraddittori della sua storia.
García-Alix presenta fotografie intense e vere, senza compromessi morali, spesso con un’attenzione particolare all’autoritratto. All’inizio degli anni ’80, espone i suoi lavori presso le gallerie Buades e Moriarty di Madrid, ma il riconoscimento arriva solo a partire dagli anni ’90, grazie alle critiche e alle prime esposizioni nelle istituzioni. Nel 1998, è stato protagonista della prima edizione di Photoespaña a Madrid e nel 1999 ha vinto il Premio Nacional de Fotografia. García-Alix ha inoltre collaborato con riviste di moda e fotografia di prestigio come Vogue, Vanity Fair e The British Journal of Photography.
Tres vídeos tristes
In “Tres vídeos tristes”, Alberto García-Alix, famoso per i suoi ritratti, si immerge nel terreno della narrazione audio-visuale per raccontare la sua battaglia fisica e psicologica contro la malattia dell’epatite C e la dipendenza da stupefacenti a Parigi. Con la sua capacità di ritrattare con la fotocamera, il fotografo spagnolo è riuscito a spogliare una terribile intimità fatta di sofferenza e solitudine.
La trilogia è composta da tre video realizzati da Alberto García-Alix, che combinano frammenti di fotografia e video con testi di natura poetica, tutti narrati da lui stesso in voice-over. Sono pezzi autobiografici, realizzati durante il suo soggiorno parigino (2003-2006), che ci raccontano la vita dell’autore e la sua fotografia, strettamente legate.
La mia anima di cacciatore è in pericolo.
I passanti vanno e vengono.
Nulla che ci accomuna e un suono che non percepiscono
per un attimo ci lega.
(…)
Queste strade che percorro,
Senza una speranza che mi fermi, unisciti a me.
Sono già miei.
E prima o poi mi restituiranno l’eco.
Restituirà la sua eco. E l’anima di queste strade,
tornata alla vita, uscirà dal mio oblio.
Libri di Alberto García-Alix
Foto prese dal sito ufficiale di Alberto Garcia Alix
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