Yongnuo sviluppa motori VCM proprietari: autofocus più veloce nel mirino del produttore cinese
Il mercato delle ottiche di terze parti continua a muoversi, e questa volta a far parlare di sé è Yongnuo. Secondo nuove indiscrezioni, il marchio starebbe lavorando su un componente chiave per alzare il livello delle prestazioni autofocus: motori VCM proprietari, destinati a debuttare a breve su una nuova generazione di obiettivi.
Se confermata, questa mossa segnerebbe un passo importante nella strategia di Yongnuo, che sembra voler ridurre il divario tecnologico con i produttori originali e con i competitor più aggressivi nel settore delle lenti autofocus per mirrorless.
VCM: il debutto parte da Sony E-mount
Le informazioni arrivano da Canonrumors, che parla di una prima implementazione della tecnologia VCM sugli obiettivi con attacco Sony E-mount. Questo suggerisce una scelta strategica precisa: partire da uno dei sistemi mirrorless più diffusi e con il parco ottiche di terze parti più competitivo.
Secondo le stesse fonti, l’E-mount sarebbe solo il punto di partenza. Yongnuo avrebbe in programma di estendere questa tecnologia anche ad altri attacchi entro la fine dell’anno, con voci che parlano di un possibile interesse per il sistema Canon, anche se al momento mancano dettagli concreti su modelli e tempistiche.
Un primo obiettivo VCM in formato full frame
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il formato. Il primo obiettivo Yongnuo dotato di motore VCM dovrebbe essere un modello full frame. Una scelta che rivela chiaramente il pubblico di riferimento: fotografi e videomaker per i quali velocità, precisione e fluidità della messa a fuoco non sono semplici extra, ma requisiti fondamentali.
Nel segmento full frame, l’autofocus gioca un ruolo centrale soprattutto in ambiti come ritratto, eventi, sport leggero e produzione video, dove l’affidabilità del tracking può fare la differenza tra uno scatto riuscito e uno perso.
Dal DSM al VCM: cosa cambia davvero
Per capire la portata di questo passaggio, basta guardare ai modelli attuali. L’obiettivo Yongnuo 50mm f/1.8 S DF per Sony, ad esempio, utilizza ancora un motore DSM, ovvero un sistema passo-passo dinamico.
Il DSM è apprezzato per:
- Dimensioni compatte
- Buona efficienza energetica
- Precisione nella messa a fuoco
- Versatilità tra fotografia e video occasionale
Il VCM, invece, rappresenta la fascia alta della tecnologia autofocus. Offre:
- Maggiore velocità di spostamento delle lenti
- Movimenti più fluidi e silenziosi
- Migliore gestione del tracking continuo
- Prestazioni più adatte a workflow video professionali e riprese ibride
Per chi lavora spesso con video, interviste, contenuti social o produzioni dinamiche, il passaggio al VCM può tradursi in un’esperienza d’uso più vicina a quella delle ottiche originali dei grandi marchi.
I primi test e lo sguardo verso Canon
Un breve video pubblicato da Canonrumors mostra un prototipo Yongnuo VCM in azione su una fotocamera Sony. Anche se la qualità del filmato non consente valutazioni approfondite, la velocità di messa a fuoco appare promettente.
Nel video viene anche accennata una possibile versione con attacco EF, in una logica simile a quella già sperimentata da altri produttori cinesi. Questo lascia intendere che Yongnuo stia valutando una strategia multi-sistema, piuttosto che legarsi a un solo ecosistema mirrorless.
Una tendenza che coinvolge tutto il settore
Secondo Canonrumors, Yongnuo non è l’unico marchio a spingersi in questa direzione. Anche altri produttori come Viltrox e Venus Optics stanno investendo nello sviluppo di sistemi autofocus sempre più sofisticati.
L’obiettivo comune sembra chiaro: ridurre il vantaggio tecnologico delle ottiche originali e offrire alternative di qualità a prezzi più accessibili, soprattutto per chi costruisce un corredo completo senza voler affrontare costi elevati.
Il vero nodo: quanto ci si avvicinerà alle lenti originali
La grande domanda resta aperta. Fino a che punto una tecnologia proprietaria come il VCM di Yongnuo potrà avvicinarsi alle prestazioni delle ottiche ufficiali, che spesso beneficiano di algoritmi e integrazione profonda con i corpi macchina?
I produttori storici difficilmente condividono i dettagli dei propri sistemi di messa a fuoco, e questo rappresenta ancora uno dei principali ostacoli per le aziende di terze parti. La sfida non è solo hardware, ma anche software, comunicazione tra lente e fotocamera, gestione dei profili di tracking.
