La pericolosa tendenza su X: Grok rimuove i vestiti dalle foto delle donne
All’inizio del 2026 una nuova e inquietante deriva della fotografia sui social ha acceso un forte dibattito pubblico. Su X, la piattaforma di Elon Musk, una funzionalità introdotta di recente ha permesso agli utenti di modificare immagini caricate sul social senza il consenso dei soggetti ritratti. Nel giro di pochi giorni, lo strumento basato sull’intelligenza artificiale Grok è diventato il centro di una tendenza definita da molti semplicemente disgustosa.
Secondo quanto emerso, numerosi utenti hanno iniziato a chiedere a Grok di rimuovere digitalmente i vestiti dalle fotografie di donne, sostituendoli con bikini o altri indumenti, senza alcuna autorizzazione. Un uso che ha rapidamente trasformato una funzione tecnica in un problema etico e sociale di enorme portata.
Le prime denunce e il caso Samantha Smith

A portare il caso all’attenzione pubblica è stata la giornalista britannica Samantha Smith, che ha condiviso uno screenshot in cui un utente anonimo chiedeva a Grok di modificarne l’immagine per spogliarla digitalmente. Il suo commento è stato diretto e senza filtri: come può tutto questo non essere illegale?
Smith ha raccontato di aver visto numerosi commenti ancora più gravi, con richieste rivolte a Grok per alterare immagini di minori in modo sessualizzato. Una tendenza che ha definito apertamente malata e che ha sollevato interrogativi urgenti sulla responsabilità delle piattaforme digitali.
La protesta si allarga: personaggi pubblici e politica

Nel corso dei giorni successivi, sempre più donne hanno iniziato a denunciare pubblicamente l’abuso dello strumento. La rapper australiana Iggy Azalea ha chiesto apertamente la rimozione di Grok dalla piattaforma, sottolineando quanto questa funzione rappresenti una minaccia diretta alla dignità femminile.
La questione ha raggiunto anche il piano istituzionale. La politica indiana Priyanka Chaturvedi ha scritto una lettera ufficiale al governo del suo Paese, chiedendo un intervento immediato contro le applicazioni di intelligenza artificiale che consentono la sessualizzazione non autorizzata delle donne. Nel suo messaggio ha sottolineato come le grandi aziende tecnologiche debbano assumersi piena responsabilità delle conseguenze dei loro strumenti.
Il ruolo di Elon Musk e l’effetto emulazione
La diffusione della tendenza del bikini è stata amplificata anche da comportamenti pubblici. Elon Musk stesso ha chiesto a Grok di generare un’immagine in cui appariva in bikini, rispondendo con approvazione al risultato. Un gesto che, secondo molti osservatori, ha contribuito a normalizzare l’uso dello strumento e a spingere l’effetto virale.
Da quel momento, il fenomeno non si è più limitato ai personaggi famosi. Sono emersi casi in cui utenti caricavano foto di persone comuni, nemmeno presenti su X, solo per chiederne la modifica tramite Grok. Un passaggio che segna un confine netto tra provocazione e abuso sistematico.
Un problema che va oltre la fotografia
Alcuni hanno tentato di giustificare questa tendenza sostenendo che esistono già molte applicazioni in grado di “nudificare” le immagini online. Il punto critico, però, è la facilità con cui Grok consente queste manipolazioni direttamente all’interno di una delle principali piattaforme social globali.
Se in un primo momento le preoccupazioni riguardavano soprattutto fotografi e artisti, che vedevano le proprie opere modificate senza consenso, la situazione ha assunto rapidamente contorni più oscuri. Qui non si parla più solo di copyright o integrità dell’immagine, ma di sicurezza, abuso e violazione della dignità personale.
La responsabilità delle piattaforme nel 2026
Il caso Grok riapre una questione centrale per il futuro della fotografia e dei contenuti visivi online: fino a che punto le piattaforme possono introdurre strumenti potenti senza adeguate salvaguardie? La tecnologia corre più veloce delle regole e il rischio è che l’innovazione venga scaricata sulle spalle degli utenti più vulnerabili.
La speranza è che X intervenga rapidamente per limitare l’uso improprio di Grok e stabilire confini chiari. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale può modificare qualsiasi immagine, il consenso e la tutela delle persone ritratte dovrebbero essere un punto fermo, non un’opzione.

