The Beauty in the Beast – Storie di carceri e di resilienza di Gian Paolo Iervolino
Cos’è la bellezza? E dov’è la bestia?
Quando ho iniziato The Beauty in the Beast, non avevo risposte chiare. Sapevo solo che volevo guardare il carcere da vicino, senza filtri né pregiudizi. Non per documentare un inferno, né per scrivere un’ode alla redenzione. Ma per fotografare l’umanità dove sembra sparita.

Questo progetto è nato da una domanda: cosa succede davvero dentro un istituto penitenziario, quando le porte si chiudono e il rumore del mondo resta fuori? La risposta, sorprendentemente, non è fatta solo di isolamento, dolore o colpa. Dentro il carcere ho incontrato sguardi, mani, storie. Ho visto il lavoro, la cura, il silenzio. Ho fotografato la bellezza che resiste.
Un libro fotografico “in ascolto”

The Beauty in the Beast è un libro fotografico in lavorazione da più di un anno. Un viaggio lento, a tappe, all’interno degli istituti penitenziari italiani, realizzato da solo, senza finanziamenti né collaborazioni ufficiali. Finora ho fotografato due strutture – Eboli e Lanciano – ed altri 14 tra istituti e centri di volontariato per i detenuti attendono di raccontale la loro storia.

Le immagini non cercano l’impatto facile. Sono sguardi discreti, in punta di piedi, che mostrano ambienti, volti, relazioni. Non ci sono nomi, non ci sono storie complete. Solo frammenti, dettagli, spazi sospesi. Alcune foto ritraggono detenuti, altre operatori. Spesso è difficile distinguerli. E questo è uno dei messaggi chiave del libro: dentro il carcere non ci sono solo condanne, ma anche tentativi.
Il libro sarà composto da sue sezioni principali, oltre ovviamente le parti descrittive e narrative:
Foto ambientate, realizzate con la tecnica della lunga esposizione per non ledere la privacy di chiunque;
Ritratti, sia dei detenuti sia del personale; in questa sezione ho “giocato” affiancando in modalità randomica detenuti ad agenti di polizia penitenziaria, al personale interno o ai volontari per lasciare al lettore il piacere di misurarsi con le proprie sensazioni e provare ad indovinare chi è chi.

Ovviamente, al momento, per un mero problema autorizzativo in fase di definizione, i ritratti non posso farli vedere pubblicamente; ma quelle persone a cui ho mostrato la sequenza non hanno mai indovinato! Questo a dimostrazione che siamo tutti fallibili e che tutti meritiamo (fatte le dovute eccezioni del caso) una seconda opportunità.
Oltre i confini, dentro la realtà

Il titolo gioca volutamente con il riferimento alla fiaba. Ma in questo caso, la bestia non è il detenuto. È l’altra faccia dell’umano: la solitudine, l’errore, la mancanza di aiuto al momento giusto. La bellezza, invece, è nei tentativi quotidiani – silenziosi, spesso invisibili – di chi dentro il carcere prova a cambiare, a custodire, a resistere.
Il progetto non è una denuncia né un’inchiesta. Non pretende di spiegare il carcere, ma di mostrarlo. Di portarlo fuori, in uno spazio di visione condivisa, dove non si grida ma si osserva.
Un lavoro in divenire

Il libro come accennato sarà autoprodotto, ma sto cercando sostegno – attraverso crowdfunding, fondazioni, istituzioni, artisti – per completarlo, pubblicarlo, distribuirlo. Non ho ancora un editore. Ho però la convinzione che raccontare il carcere in questo modo, con rispetto e umanità, sia oggi più necessario che mai.
Viviamo un tempo in cui la marginalità fa paura, e il carcere viene spesso evocato solo come simbolo di fallimento. Con The Beauty in the Beast vorrei proporre l’opposto: un carcere che non urla, ma che chiede di essere visto. Non per essere assolto, ma per essere capito.
Perché fotografare il carcere?

Perché dentro quelle mura c’è un pezzo di società che ignoriamo. E perché, in fondo, ci riguarda tutti. Nessuno è immune dallo sbaglio. Ma tutti possiamo scegliere come guardarci.
Conoscete quel detto che recita: “Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”?
Ecco: in The Beauty In The Beast c’è la foresta che cresce.
Chi è Gian Paolo Iervolino
Gian Paolo Iervolino è autore del libro fotografico “Flowing Time” (2016) e si occupa da anni di fotografia documentaria, ritrattistica e d’interni.
Per sostenere il progetto “The Beauty in the Beast” è attiva una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso. Maggiori info: https://sostieni.link/38384
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