Sigma 135mm f/1.4 DG DN Art: il re del bokeh secondo Tony & Chelsea Northrup
Questo articolo nasce dalla trascrizione e dall’analisi del video di Tony & Chelsea Northrup. Non ho provato personalmente il Sigma 135mm f/1.4 DG DN Art, ma riporto le loro sensazioni perché li considero una fonte competente e affidabile. Secondo il loro test, parliamo del 135 mm autofocus più luminoso mai realizzato, una lente che punta a massimizzare bokeh, separazione del soggetto e nitidezza, con attacco Sony E-mount e L-mount.
Novità principali
La caratteristica che cambia le carte in tavola è l’apertura f/1.4 su 135 mm, unita a un progetto ottico da vera serie Art. L’anello dei diaframmi fisico aiuta molto nel lavoro in tempo reale. Il filtro da 105 mm racconta già la vocazione della lente. In confezione c’è il collare per treppiede rimovibile, utile in video.
Com’è usarla per i ritratti
Tony evidenzia che oggi i ritratti più coinvolgenti nascono a distanze non eccessive. Con un 135 mm resti vicino a sufficienza per comunicare, ma ottieni una compressione elegante che affina i lineamenti e isola il soggetto. È una focale perfetta per headshot, beauty, set editoriali e per lavori dove serve uno sfondo davvero liquido. Per ritratti più intimi in ambienti stretti lui preferisce spesso un 50 mm f/1.2, ma per un look più formale e “da copertina” questo 135 mm è una scelta di carattere.
Qualità d’immagine

Secondo i Northrup la lente è molto nitida già a f/1.4 e raggiunge risultati eccezionali chiudendo a f/1.8. Nel confronto fianco a fianco con Sony 135mm f/1.8 GM le differenze pratiche sono minime in termini di dettaglio e microcontrasto. Il bokeh è il punto forte: a f/1.4 i dischi di sfocato sono più grandi e cremosi, a f/1.8 diventano più regolari e rotondi. Buona la gestione dei controluce, con flare e aberrazioni contenute e facilmente gestibili in post.
Autofocus e affidabilità operativa
A distanze ravvicinate la profondità di campo è millimetrica. Tony consiglia di scattare sequenze brevi della stessa posa per assicurarsi lo scatto perfettamente a fuoco sull’iride e non sulle ciglia. In situazioni dinamiche tipo un matrimonio, con inquadrature un po’ più larghe, l’AF si comporta bene. Per i professionisti dello sport, su corpi Sony top di gamma rimane il tema del limite in raffica con ottiche di terze parti, aspetto da considerare se si lavora molto in burst. In video l’autofocus è fluido e il motore risulta silenzioso; con monopiede o treppiede il girato risulta più stabile.
Ergonomia, peso e controlli
Il peso ricorda uno zoom 70–200mm f/2.8, quindi importante ma gestibile. L’anello diaframmi è una vera comodità per chi scatta in priorità di tempi o in manuale. Il collare si può togliere in sessioni a mano libera per alleggerire il setup.
Concorrenza e alternative
Il confronto naturale è con la Sony 135mm f/1.8 GM: la G Master resta un riferimento, ma qui si guadagna mezzo stop di luce e un bokeh ancora più pronunciato. Per un look ancora più compresso esiste il Sigma 200mm f/2, ma richiede distanze operative maggiori e un impiego più specialistico. Per un approccio più intimo e leggero restano in gioco 85 mm luminosi e 50 mm f/1.2.
Prezzo e disponibilità
Il Sigma 135mm f/1.4 DG DN Art è proposta per Sony E e L-mount. Si posiziona in modo competitivo rispetto alla Sony 135 GM, offrendo un mix di prestazioni e carattere che interessa ritrattisti, wedding e videomaker orientati a una resa fortemente separante.
Per chi è
Per chi vuole un ritratto elegante e scolpito, con sfondo burroso e lineamenti delicatamente compressi. Ideale per headshot di professionisti, beauty e shooting editoriali dove la pulizia dello sfondo fa la differenza. Meno indicata per spazi stretti o reportage ravvicinati dove un 50 o un 85 mm lavorano meglio.
Pro e Contro
Pro
- Bokeh molto cremoso e abbondante a f/1.4
- Nitidezza elevata già tutta aperta
- Anello diaframmi pratico anche per video
- Resa controluce convincente
- Ottimo rapporto qualità/prezzo nella sua classe
Contro
- Peso e ingombro da considerare in sessioni lunghe
- Profondità di campo critica a distanza ravvicinata, serve metodo
- Limitazioni in raffica con alcuni corpi quando si usano ottiche terze parti
Scheda tecnica sintetica
- Lunghezza focale: 135 mm
- Apertura massima: f/1.4
- Attacchi: Sony E-mount, L-mount
- Diametro filtri: 105 mm
- Anello diaframmi: sì, con click disattivabili
- Collare treppiede: incluso e rimovibile
- Destinazione d’uso: ritratto, wedding, beauty, fashion, video con bokeh pronunciato
Conclusioni
Riassumo il giudizio prendendo per buone le sensazioni di Tony & Chelsea Northrup, che considero autori seri e affidabili: questa Sigma 135mm f/1.4 DG DN Art porta un’estetica da alto di gamma, con uno stacco del soggetto che fa la differenza in portfolio e in lavori paganti. È grande e impegnativa, ma ripaga con un carattere unico e una resa che aiuta a distinguersi nel mare di immagini simili.
Tu come la vedi per il tuo modo di fotografare? Preferisci l’impatto formale del 135 mm o senti più tua la vicinanza di un 50/85 mm? Raccontami la tua esperienza con i ritratti e quali ottiche ti danno più soddisfazione.
