Dalle locomotive a vapore ai treni a 350 km/h: le incredibili foto del macchinista cinese Han Junjia dopo 26 anni
Le fotografie hanno il potere di raccontare storie che nessun dato o grafico riuscirebbe a trasmettere con la stessa intensità. È il caso delle immagini che ritraggono Han Junjia, macchinista cinese che ha iniziato la sua carriera nel 1992 guidando treni a vapore e oggi pilota i modernissimi Fuxing ad alta velocità, simbolo della Cina contemporanea.
Dai 30 km/h del vapore alla rivoluzione ferroviaria

Quando Han ha iniziato a lavorare, i treni a vapore in Cina riuscivano a malapena a raggiungere i 30 miglia orarie. La cabina era spartana: finestre sempre aperte per controllare i segnali, fumo e calore soffocante, e un vecchio portapranzo di metallo che usava come pentola, borraccia e sgabello.

Negli anni ’90, con l’apertura economica del Paese, arrivarono i treni diesel. Per Han fu un progresso: cabina più confortevole, strumenti di monitoraggio e retrovisori. Ma il rumore era assordante e l’odore di carburante impregnava abiti e pelle. “Mia moglie si lamentava che i vestiti puzzavano anche dopo il lavaggio” racconta con ironia.
Il salto agli elettrici e il sogno dell’alta velocità

Nel 2008 la svolta con i treni elettrici, capaci di toccare i 160 km/h. Tecnologia più sicura, più rapida e meno faticosa per i macchinisti. Han sentiva di vivere la trasformazione del Paese a ogni nuovo modello che saliva a bordo.
La vera occasione arrivò con la costruzione della linea ad alta velocità Pechino–Shanghai, inaugurata nel 2017. Han si candidò e divenne pilota dei Fuxing, convogli che sfrecciano a 350 km/h. Una velocità che venticinque anni prima sembrava fantascienza.
Le foto che raccontano la modernità cinese

Due scatti racchiudono la portata di questo cambiamento:
- Han accanto a una gigantesca locomotiva a vapore, foto che sembra uscita dall’Ottocento.
- Han in uniforme, in posa davanti a un treno Fuxing scintillante sotto la luce naturale della stazione moderna.
Un arco narrativo che va oltre la biografia personale: è la fotografia del balzo tecnologico della Cina in meno di trent’anni.
Il lato umano dietro l’acciaio
La carriera di Han ha avuto un prezzo. I turni interminabili lo hanno allontanato dalla famiglia: ha perso momenti fondamentali della crescita della figlia, come le prime parole e i primi giorni di scuola. “Lei ci ha odiato per non esserle stati accanto, e mi dispiace molto”, confessa.
Oggi, con treni più veloci e orari più razionali, riesce a trascorrere più tempo con la moglie e la figlia. “Se non avessi perseverato, non avrei mai avuto l’occasione di guidare i treni più moderni e di assistere passo dopo passo al progresso del nostro Paese”.
Le immagini di Han Junjia non mostrano soltanto un uomo e il suo lavoro: raccontano l’evoluzione di un’intera nazione. La fotografia, ancora una volta, diventa testimone della storia.
E tu cosa pensi? Preferisci il fascino romantico delle vecchie locomotive a vapore o sei affascinato dalla potenza e dalla velocità dei moderni treni ad alta velocità?
