Leica, autunno di fuoco: indiscrezioni su Q3 Monochrom, nuova M con EVF, SL3-S e medio formato S4
Leica prepara un fine 2025 ricco di sorprese. Tra compatte full frame, telemetro e mirrorless professionali, i rumor convergono su una strategia chiara: rafforzare l’identità del marchio puntando su sensori ad alta risoluzione, ergonomia moderna e funzioni richieste da chi lavora ogni giorno con la macchina in mano. L’obiettivo è dare continuità alle serie Q, M e SL, senza dimenticare il medio formato S.
Si parla con insistenza di una Leica Q3 Monochrom. La Q2 Monochrom è del novembre 2020 e il ciclo prodotto lascia immaginare un successore con sensore full frame di nuova generazione, probabilmente a 60 MP, in linea con la M11 Monochrom. L’annuncio potrebbe arrivare già in ottobre. La ricetta resta quella che ha fatto scuola: obiettivo fisso luminoso, file in bianco e nero con gamma tonale profonda e quel look immediato che ha convinto molti professionisti anche fuori dallo “stile Leica”.
Sul capitolo M circola la voce più divisiva: una Leica M con mirino elettronico integrato. Un cambio di paradigma per una famiglia che ha costruito il proprio mito sul telemetro. Per alcuni sarebbe un’eresia, per altri un passo atteso per mantenere la M al centro dei flussi di lavoro moderni, tra anteprima esposizione, focus preciso con ottiche luminose e supporto video essenziale. Le ipotesi di naming variano da una versione speciale dell’attuale M11 (si cita “M11-V”) a un modello inedito pensato intorno all’EVF (qualcuno azzarda “M EV1”). Nello stesso filone rientra il progetto M12, che molti descrivono più compatta, con EVF integrato, possibile stabilizzazione IBIS sul sensore e un display più ampio capace di sostituire parte dei comandi fisici tradizionali. Sarebbe una M che accoglie la tecnologia “dal corpo in su”, preservando la filosofia di scatto ma con strumenti d’oggi.
Capitolo SL. Dopo la presentazione di inizio anno, prende forma una SL3-S orientata alle prestazioni in luce difficile. Storicamente la sigla “S” per Leica indica un sensore con minore risoluzione nominale e migliore tenuta ad alti ISO, oltre a una raffica più gestibile e una pipeline video solida. Qui il dettaglio concreto riguarderebbe un monitor posteriore basculabile per un uso più flessibile su treppiede e gimbal, accompagnato da una batteria più capiente per giornate lunghe sul set.
Lo sguardo si allarga al medio formato. I rumor sulla Leica S4 parlano di un BSI CMOS da 100 MP con autofocus rivisto e un blocco video più ambizioso, fino alla registrazione 6K Raw. Significherebbe portare la serie S in un territorio ibrido dove studio, ritratto ambientato e still-life convivono con produzioni video d’autore, con latitudine di posa e pulizia da medio formato.
Mettendo in fila le indiscrezioni, emerge una traiettoria coerente. Da un lato esperienza Leica: materiali, interfacce pulite, resa cromatica riconoscibile. Dall’altro strumenti che semplificano il lavoro: EVF integrato per le M, IBIS e display più ampi per scattare in modo più consapevole, autonomia migliorata e attenzione al video dove ha senso. Per chi è nel sistema, queste mosse significano corpi più versatili senza rinunciare al carattere; per chi guarda da fuori, la possibilità di entrare nel mondo Leica con macchine più pronte a dialogare con workflow contemporanei.
Resta l’incognita delle tempistiche ufficiali e dei listini, ma l’autunno promette notizie concrete. Se dovesse arrivare una Q3 Monochrom a 60 MP, una M con EVF e una SL3-S più “notturna”, cambierebbero le tue priorità d’acquisto? E sul medio formato, una S4 da 100 MP BSI con 6K Raw sarebbe la leva giusta per migrare dal 35mm?
