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Apertura del diaframma in fotografia: guida completa con esempi pratici

L’apertura del diaframma rappresenta uno degli elementi fondamentali nella fotografia, essendo parte cruciale del cosiddetto triangolo dell’esposizione, insieme alla velocità dell’otturatore e alla sensibilità ISO. Questi tre fattori sono interconnessi e variano in maniera inversamente proporzionale.

La modalità Priorità di Apertura, indicata comunemente con “A” o “Av”, consente al fotografo di impostare manualmente l’apertura e l’ISO, lasciando alla fotocamera il compito di adeguare automaticamente la velocità dell’otturatore per ottenere un’esposizione ottimale.

Ciò significa che hai la possibilità di scegliere l’apertura e l’ISO più adatti per raggiungere determinati effetti artistici e mantenere alta la qualità dell’immagine, mentre la fotocamera si occupa di selezionare la velocità dell’otturatore necessaria a garantire che la foto risultante sia correttamente esposta e ricca di dettagli.

Operando in modalità Priorità di Apertura, che è semiautomatica, non si ha il controllo totale su tutti i parametri della fotocamera, ma si possono comunque modificare alcune impostazioni chiave come l’apertura e l’ISO. Questa modalità è ideale per chi desidera equilibrare flessibilità e rapidità di scatto, permettendo al fotografo di concentrarsi sulla composizione e sull’espressione artistica, mentre la fotocamera gestisce l’esposizione.

Questo articolo ti fornirà tutte le informazioni necessarie sull’apertura del diaframma e sul suo funzionamento in una fotocamera.

Cos’è l’apertura del diaframma e perché è fondamentale in fotografia

Iniziamo stabilendo cosa vuol dire apertura del diaframma. Possiamo definirlo come quell’azione che permette alla luce di passare attraverso un sistema di lenti ed entrare nella fotocamera. Un concetto anche abbastanza semplice che puoi fare lo stesso esempio con i tuoi occhi. Hai mai fatto caso che quando entri in ambienti luminosi o scuri, l’iride dei tuoi occhi si espande o si restringe?

Ecco immagina che nella fotografia la pupilla dell’occhio corrisponde esattamente all’apertura del diaframma.

Si può ridurre o ingrandire questa dimensione per consentire o impedire alla luce di raggiungere il sensore della macchina fotografica.

Con l’apertura si possono fare molte cose, come per esempio controllare la profondità di campo ed ottenere effetti sullo sfondo, come per esempio sfocarlo con un effetto bokeh utilizzando un tipo di messa a fuoco ben precisa.

Puoi utilizzarla per creare foto nitide o per alterare le tue foto con situazioni più luminose o più scure.

Che cos’è il diaframma in una fotocamera?

Il diaframma è, in termini tecnici, un meccanismo costituito da un insieme di lamelle disposte in cerchio, le quali si possono sovrapporre per modificare l’apertura di un foro centrale.

All’atto della pressione del pulsante di scatto, si innescano una serie di azioni meccaniche sia nell’obiettivo che nel corpo della fotocamera:

  • Le lamelle si muovono per restringere o ampliare il foro, variando il suo diametro in base alle impostazioni selezionate.
  • Nelle fotocamere reflex, lo specchio si alza per consentire il passaggio della luce (questo passaggio non si verifica nelle fotocamere mirrorless, che non dispongono di uno specchio).
  • L’otturatore si apre per permettere alla luce di colpire il sensore e si chiude dopo un intervallo di tempo determinato manualmente o automaticamente (nelle modalità automatiche o semi-automatiche come M o Av).

Quando dovresti usare la modalità Priorità diaframma?

Prima di tutto, Priorità di apertura è un’ottima modalità da utilizzare se sei un principiante che spera di comprendere meglio le impostazioni della tua fotocamera. Poiché la tua fotocamera selezionerà automaticamente la velocità dell’otturatore, non devi preoccuparti di alterare l’esposizione, ma allo stesso tempo puoi sperimentare con diverse aperture e vedere come cambiano le tue immagini.

Inoltre, man mano che acquisisci abilità, puoi iniziare a utilizzare l’apertura per regolare deliberatamente la velocità dell’otturatore e utilizzare la funzione di compensazione dell’esposizione per migliorare i dettagli dell’immagine.

Inoltre, la priorità di apertura, a differenza della modalità manuale completa , ti aiuta a reagire ai cambiamenti di illuminazione. Ad esempio, se il soggetto si sposta da un’area in ombra a un’area soleggiata o se il sole esce da dietro una nuvola, Priorità apertura regolerà automaticamente la velocità dell’otturatore per compensare l’improvvisa esplosione di luce.

esempi di apertura diaframma nelle diverse situazioni

Questa infografica presa gentilmente da PhotographyLife spiega alla perfezione le differenti aperture del diaframma della macchina fotografica nelle situazioni diverse più comuni.

Apertura diaframma ed esposizione di una foto

Ma quindi aprire o chiudere il diaframma influisce sull’esposizione di una fotografia? Ma in che senso? E come?

Man mano che il diaframma aumenta o diminuisce le sue dimensioni, la quantità di luce che arriva al sensore della macchina fotografica cambia e di conseguenza anche la luminosità finale di un’immagine.

Avere nelle impostazioni un’apertura del diaframma ampia permette di far arrivare al sensore una maggior quantità di luce e di conseguenza la foto sarà più luminosa. Con un’apertura piccola il risultato finale è esattamente il contrario, ovvero una foto più scura.

apertura del diaframma ed esposizione

Nell’immagine qui sopra puoi capire come funziona la correlazione tra l’apertura del diaframma e l’esposizione di una foto. Come puoi vedere, partendo da sinistra, con un’apertura ampia la foto risulterà più luminosa, per poi arrivare ad una foto buia in relazione all’apertura stretta del diaframma.

Di conseguenza, negli ambienti più luminosi sarà logico avere una minor apertura in modo da non rischiare di rovinare lo scatto e bruciare la foto. Al contrario negli ambienti poco luminosi aumenterai l’apertura per riuscire a raccogliere più luce possibile.

Apertura Diaframma e ISO producono tre effetti chiave

  1. Ampliando o restringendo l’apertura, puoi regolare la profondità di campo (ovvero la quantità di immagine a fuoco). Un’ampia apertura (ad es. f/1.8) crea un piano di messa a fuoco molto sottile, quindi la maggior parte dell’immagine viene sfocata. Inoltre, un’apertura ridotta (ad es. f/16) crea un piano di messa a fuoco molto profondo, in modo che l’intera scena rimanga nitida.
  2. Aumentando o diminuendo l’ISO, è possibile regolare il livello di rumore nell’immagine. Il rumore appare come minuscoli granelli di colore e luce e oscura i dettagli dell’immagine, quindi mantenendo bassi gli ISO, puoi massimizzare la qualità dell’immagine.
  3. Regolando l’apertura o l’ ISO, è possibile forzare la fotocamera a modificare la velocità dell’otturatore. Una velocità dell’otturatore elevata è essenziale per catturare scene d’azione (ad es. uccelli in volo o giocatori di basket in movimento) e allargando l’apertura e/o alzando gli ISO, la fotocamera aumenta la velocità dell’otturatore. Una bassa velocità dell’otturatore è essenziale per catturare splendidi effetti a lunga esposizione e restringendo l’apertura e/o abbassando l’ISO, la fotocamera riduce la velocità dell’otturatore.

Apertura diaframma e la profondità di campo

Ok, abbiamo visto come sono in relazione l’apertura e l’esposizione, ma in che modo è collegata con la profondità di campo?

Per fartela breve, se non ricordi o non hai letto il mio articolo sulla profondità di campo, è quella porzione di fotografia che appare nitida nelle foto. Si possono avere diversi effetti, da una foto completamente nitida con soggetto e sfondo messi a fuoco perfettamente fino ad un soggetto in primo piano nitido e lo sfondo completamente sfocato.

Questa decisione è completamente personale, decidere quale apertura utilizzare nelle foto ti aiuterà ad ottenere un effetto finale e indirizzare l’attenzione dello spettatore. Per esempio se utilizzi uno sfondo sfocato ed un soggetto in primo piano nitido sarà naturale l’attenzione sul soggetto.

Per capire immediatamente quale sarà il risultato della foto e della sfocatura ti consiglio di imparare questa piccola regola: una grande apertura del diaframma comporta ad una maggiore sfocatura dello sfondo.

Viene utilizzata parecchio per i ritratti o per le foto dove si desidera isolare il soggetto.

Nella guida su come fotografare i primi piani spiego per filo e per segno proprio questo concetto e di quanto sia importante per i ritratti avere uno sfondo sfocato.

Avere un’apertura del diaframma bassa invece implica ad una bassissima quantità di sfocatura dello sfondo e viene utilizzata maggiormente per le fotografie paesaggistiche in modo che sia il primo piano che lo sfondo risultino il più nitidi possibili.

Qua sotto ti mostro come cambia l’effetto finale di una foto a seconda delle impostazioni del diaframma in relazione della profondità di campo.

apertura del diaframma profondità di campo

Come puoi notare con un’ampia apertura la messa a fuoco è esclusiva sulla testa del cane con lo sfondo completamente sfocato. Al contrario, con un’apertura stretta la foto è interamente messa a fuoco.

Come si misura la profondità di campo

Abbiamo capito di come funziona l’apertura di quali sono i suoi effetti, ma qual è la sua unità di misura? Come la identifichiamo?

Hai presente quel numero che vedi dopo la lettera “f” nelle foto? Ecco, quello è il numero che determina se l’apertura è grande o piccola e viene chiamato anche f-stop.

Ti voglio rispondere subito ad una delle domande più formulate nelle comunità di fotografia, leggere F/2 o F2 è la stessa identica cosa, è solo un modo diverso per esprimere gli stop perché viene omessa lo slash “/” ma sono aperture identiche.

Quindi ricapitoliamo, gli f-stop sono l’unità di misura per descrivere le dimensioni dell’apertura di una fotografia.

Se sei interessato ad approfondire il discorso ti consiglio di leggere questo articolo su cosa sono gli stop nella fotografia e chiarire ogni tuo dubbio.

Capire la grandezza dell’apertura diaframma facilmente

Hai letto bene, c’è bisogno di un piccolo paragrafo per capire bene questo concetto perché un fotografo professionista lo da per scontato, ma un fotografo amatoriale riscontra molte difficoltà le prime volte.

Un numero più grande dopo la “F” non corrisponde ad un’apertura più ampia, ma è proprio il contrario. I numeri grandi rappresentano aperture strette, e numeri piccoli rappresentano aperture ampie.

Tranquillo, non mi sono sbagliato, funziona proprio così. Guarda la grafica qui sotto per capire meglio il concetto.

stop e apertura del diaframma

Se inizialmente riscontri dei problemi nel capire questo concetto, stai tranquillo, è perfettamente normale, d’altronde è il contrario di quello che si sostiene nella matematica!

Ma se può esserti d’aiuto a rendere le cose più chiare, l’apertura è una frazione!

In pratica, leggere F1/4 vuol dire che stiamo parlando di un quarto d’apertura e una frazione F/16 è una parte ancor più piccola! Più chiaro o ti si sono solamente complicate ancora di più le idee? Fammi sapere nei commenti se questo esempio è chiaro in modo da migliorare la guida!

Ma continuiamo con la guida.

Apertura diaframma e come regolarla

Ora che hai capito come funziona l’apertura, qual è l’unità di misura e quali sono gli effetti finali, come fai a capire qual è l’apertura migliore per le tue foto?

Prova un attimo a fare mente locale e ricapitolare quanto hai appreso fino ad ora:

Con le aperture minime entra poca luce e la foto è messa a fuoco interamente, con le grandi aperture entra tanta luce e lo sfondo può essere sfocato.

Di conseguenza, se ti trovi in un ambiente scuro dovrai utilizzare delle aperture maggiori per raccogliere più luci e se ti trovi in ambienti tanto luminosi devi fare in modo di non sovraesporre la foto.

Ma non devi fare l’errore di preoccuparti troppo dell’esposizione della foto visto che la maggior parte delle volte potrai modificare la velocità dell’otturatore o giocare con la sensibilità degli ISO per compensare l’esposizione.

Apertura diaframma e le impostazioni per cambiarla

Ma in pratica come si cambia questa impostazione? Le macchine fotografiche ci consentono di agire su questo parametro grazie a due modalità di scatto: la modalità manuale e la priorità di apertura.

In questo caso noi parliamo della priorità di apertura, dove agendo su questo parametro la macchina fotografica in automatico agisce sul resto dei parametri per compensare il tutto.

Di solito è indicata sulla ghiera delle fotocamere con la lettera “A” o “Av”

Apertura diaframma negli obiettivi

Basta guardare le specifiche indicate sugli obiettivi per capire quali sono le aperture massime e minime che dispone, di solito quella più importante è la massima perché ti indica quanta luce può raccogliere l’obiettivo.

Ed è proprio da qui che nasce il termine di “obiettivi fotografici veloci“, perché riesce a far attraversare più luce velocemente nel suo sistema di lenti.

Per esempio un obiettivo F/1.4 fa attraversare molto più velocemente la luce di un F/4. Spiegato quindi il motivo perché gli obiettivi con le aperture più grandi di solito costano di più.

La differenza sostanziale la troviamo tra obiettivi zoom e obiettivi fissi, dove i primi hanno un massimo ed un minimo mentre le lenti fisse tendono ad avere aperture maggiori visto il sistema di lenti interno.

Se devi scegliere un obiettivo fotografico questo è uno dei primi parametri a cui devi fare attenzione.

L’apertura è un parametro così importante che ormai le case produttrici lo inseriscono direttamente nel nome della lente, es. Nikon 50mm F1.4

Esempi pratici di impostazioni del diaframma

Comprendere quale apertura del diaframma utilizzare nelle diverse situazioni fotografiche è fondamentale per ottenere scatti coerenti con il proprio intento. Il diaframma non incide solo sulla quantità di luce che entra nel sensore, ma anche – e soprattutto – sulla profondità di campo, cioè su quanta parte dell’immagine risulta nitida.

Qui sotto trovi alcuni esempi pratici che ti aiutano a scegliere il valore giusto in base alla scena che vuoi fotografare.

f/1.4 – f/2.8: ritratti, sfondo sfocato e luce scarsa

Un’apertura molto ampia, come f/1.4, f/1.8 o f/2.8, lascia entrare molta luce e crea un effetto sfocato marcato sullo sfondo, chiamato bokeh. È l’impostazione preferita per chi fotografa ritratti, perché mette in risalto il soggetto separandolo dallo sfondo.

Quando usarla: ritratti in esterni o interni, fotografia notturna, dettagli, street photography con poca luce.

Attenzione: la profondità di campo è molto ridotta, quindi la messa a fuoco deve essere precisa, soprattutto negli occhi del soggetto.

f/5.6 – f/8: equilibrio tra luce e nitidezza

Questi valori rappresentano una zona di comfort per la maggior parte delle situazioni quotidiane. Offrono una buona profondità di campo, senza sacrificare troppa luminosità. Sono ideali per fotografia urbana, reportage, viaggi, o quando vuoi mantenere nitidi sia il soggetto che parte dello sfondo.

Quando usarla: fotografie generiche, ritratti ambientati, fotografia di gruppo, scene in movimento controllato.

Consiglio: molti obiettivi offrono la loro miglior qualità ottica intorno a f/8, con meno aberrazioni e migliore nitidezza al centro e ai bordi.

f/11 – f/16: paesaggi e scene con tutto a fuoco

Con un’apertura più chiusa come f/11 o f/16, la profondità di campo diventa molto ampia, perfetta per fotografia di paesaggio, architettura, soggetti statici. Quasi tutta la scena risulterà nitida, dalla parte più vicina a quella più lontana.

Quando usarla: paesaggi, fotografia di viaggio, natura, macro su cavalletto.

Avvertenza: valori troppo chiusi (come f/22) possono introdurre diffrazione, un fenomeno ottico che riduce la nitidezza generale dell’immagine. Usa treppiede e ISO bassi per compensare la minore luminosità.


Tabella riassuntiva Apertura diaframma

AperturaUtilizzo consigliatoEffetto principale
f/1.4–f/2.8Ritratti, scarsa luceSfondo molto sfocato, più luce
f/5.6–f/8Fotografia generale, viaggiBuon equilibrio tra nitidezza e luce
f/11–f/16Paesaggi, architettura, soggetti staticiTutto a fuoco, meno luce, più dettaglio

L’apertura del diaframma è una delle scelte più “creative” che puoi fare in fotografia: può trasformare una semplice foto in un’immagine emozionante. E tu, quale apertura diaframma usi più spesso? Hai mai provato a scattare la stessa scena con diaframmi diversi? Raccontalo nei commenti e confrontiamoci!

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