Sony scommette su sensori, AI e flusso di lavoro per restare leader nel mercato mirrorless
Il mondo delle fotocamere mirrorless è cambiato radicalmente da quando Sony ha lanciato le sue prime Alpha full-frame nel 2013. Da allora, il settore è esploso con l’arrivo di Canon, Nikon, Panasonic e altri competitor. Ma se pensavate che Sony avesse paura della concorrenza, vi sbagliate: l’azienda abbraccia la sfida e rilancia.
Durante il recente CP+ di Yokohama, Masaaki Oshima, responsabile dell’Imaging Entertainment Business Unit di Sony, ha spiegato cosa rende ancora Sony un punto di riferimento per fotografi e videomaker in tutto il mondo.
Tre pilastri per restare al vertice
Sony continua a investire su tre fronti chiave che, secondo l’azienda, fanno davvero la differenza:
- Sensori d’immagine sviluppati internamente: grazie alla divisione Sony Semiconductor, il colosso giapponese non solo produce i sensori delle proprie Alpha, ma fornisce anche tecnologie a molti altri brand del settore. Un vantaggio competitivo che nessun altro può vantare.
- Soluzioni di flusso di lavoro complete: dai trasmettitori wireless professionali PDT-FP1 fino alla piattaforma Creators’ Cloud, Sony punta a semplificare il lavoro dei content creator, non solo durante lo scatto ma in ogni fase della produzione.
- Tecnologie AI sempre più evolute: dalla Sony a7R V in poi, tutte le nuove fotocamere Sony includono processori AI dedicati, con un autofocus intelligente capace di riconoscere soggetti, animali, veicoli e altro ancora. Una tecnologia apprezzata in modo particolare sulle top di gamma come la Sony a1 II.
Secondo Oshima, “la vera forza di Sony è sviluppare soluzioni basate sul feedback reale dei fotografi”, un approccio che consente all’azienda di evolversi insieme al mercato.
Obiettivi di terze parti? Un’opportunità, non una minaccia
A differenza di altri brand, Sony non teme i produttori di ottiche indipendenti. Anzi, secondo Masanori Kishi, Senior General Manager di Sony, l’apertura dell’E-mount a marchi come Sigma, Tamron e altri rappresenta un punto di forza dell’intero ecosistema Alpha.
“Più concorrenza significa più qualità. Ogni buon obiettivo E-mount, anche se non prodotto da Sony, rafforza il nostro sistema”, afferma Kishi. Una strategia win-win per l’utente finale, che oggi può scegliere tra oltre 80 obiettivi nativi Sony e decine di alternative compatibili.
Sony guarda al futuro con ambizione: vuole consolidare la propria leadership puntando su innovazione tecnologica, apertura del sistema e una visione integrata del workflow creativo.
Cosa ne pensi della strategia Sony? Sei d’accordo sul fatto che l’apertura all’E-mount sia un vantaggio? Raccontacelo nei commenti!